Olimpiade Roma 1960: quando Forcella regaló il bronzo al Venezuela

Pubblicato il 15 agosto 2016 da redazione

Olimpiade Roma 1960: quando Forcella regaló il bronzo al Venezuela

Olimpiade Roma 1960: quando Forcella regaló il bronzo al Venezuela

CARACAS – La XVII edizione dei giochi olimpici si svolsero a Roma dal 25 agosto all’11 settembre 1960. La cittá eterna si era già aggiudicata l’onore di organizzare i Giochi Olimpici del 1908, ma a seguito dell’eruzione del Vesuvio del 1906 rinunciò a tale evento, cedendo l’onore dell’organizzazione alla città di Londra.

La scelta della capitale italiana come città ospitante fu presa dal Comitato Olimpico Internazionale riunitosi il 15 giugno 1955 a Roma. Le altre candidate erano: Losanna, Detroit, Budapest, Bruxelles, Città del Messico e Tokyo. La cittá eterna ebbe la meglio nell’ultimo ballottaggio contro la città di Losanna.

Alle olímpiadi di Roma parteciparono 5.352 atleti, 36 di questi provenienti dal Venezuela, quattro di loro erano di origine italiana: Norma Santini nella scherma, Franco Bonato e Bram Zanella nel tiro dalla fossa ed Enrico Forcella.

Il Venezuela per tornare a salire sul podio ha dovuto attendere ben due edizioni dei giochi olimpici. Nel 1960, l’italo-venezuelano Enrico Forcella è diventato il secondo ‘criollo’ ad appendersi al collo una medaglia (il primo era stato Asnoldo Devonish, nel salto triplo a Helsinki nel 1952), una di bronzo nella prova di tiro sportivo grazie ai suoi 587 punti. La gara fu vinta dal tedesco Pete Kohnke con 590 punti, seguito dallo statunitense James Hill con 589.

Forcella era abile con la carabina e il 10 settembre del 1960 si rese protagonista di una prova formidabile nel tiro dai 50 metri. Un lancio della France Press dell’epoca e che fu pubblicato da molti giornali diceva: “La gara olimpica di tiro è finita oggi e nell’ultimo giorno è toccato al Venezuela salvare l’onore degli atleti iberoamericani, grazie ad un’ottima dimostrazione di precisione da parte di Enrico Forcella Pelliccioni, che con 587 punti si è piazzato al terzo posto”.

L’italo-venezuelano, dicono le cronache di allora, forse sarebbe riuscito a vincere una medaglia di un metallo più pregiato se non ci fosse stato un colpo di vento a deviare i suoi tiri nella seconda manche. In tutti i turni precedenti aveva ottenuto 98 punti tranne in quello del famoso colpo di vento, dimostrando di avere un’ottima precisione.

Il ‘pistolero criollo’ al momento della sua partecipazione ai giochi di Roma aveva quasi 53 anni. Nato da genitori italiani nel Principato di Monaco il 18 ottobre del 1907, Forcella emigrò poi in Venezuela negli anni ’50.

Il suo primo contatto con questo sport avvenne all’età di 12 anni, salvo poi abbandonarlo. Dopo il suo arrivo in Venezuela, dove lavorò come ebanista, ricominciò a praticarlo. Il ritorno all’attività agonistica coincise con la partecipazione al mondiale della specialità disputatosi a Mosca nel ’58 dove si piazzò al terzo posto.

“Questa medaglia, non è mia. Ma di tutto il Venezuela” dichiarò all’epoca l’olimpionico di origini italiane.

Pom Pom, soprannome con cui era noto il campione, ha regalato tante soddisfazioni alla sua terra adottiva. Negli almanacchi dello sport venezuelano troviamo la medaglia d’oro vinta nei ‘Juegos Panamericanos’ che si svolsero a San Paolo, in Brasile. Oltre all’edizione dei giochi dei cinque cerchi nella Città eterna, Forcella partecipò ad altre due olimpiadi: Tokyo 1964 (15° nella classifica finale) e Messico 1968 (44°).

L’italo-venezuelano sará ricordato anche come uno dei migliori tiratori della storia non solo nella sua terra d’adozione, ma anche nello stivale: nel 1960 fu ospitato a Garfagnana, in provincia di Lucca.

In vita, il campione toscano ha sempre detto che la sua medaglia piú importante sono stati i figli.
Forcella, muore un 25 ottobre del 1989 a causa di una broncopolmonite in appena 10 giorni, aveva 82 anni. Sfortunatamente, come accade spesso, non molti in Venezuela conoscono le gesta di questo campione che ha dato tanto per la crescita di questo sport nel paese che lo ha ospitato.

Tra gli altri italo-venezuelani che hanno rappresentato la terra di Bolívar a Roma troviamo: Norma Santini, la schermitrice arrivò settima nella terza fase del torneo olimpico di fioretto. Mentre nella categoria a squadre addirittura sfiorò il podio.

Bram Zanella prese parte alla prova di tiro dalla fossa ed chiuse la gara al ventiduesimo posto. Dal canto suo Franco Bonatto dopo essersi qualificato si ritirò dalla competizione.

Fioravante De Simone

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