Trump nel caos cambia di nuovo i vertici della campagna

Trump nel caos cambia di nuovo i vertici della campagna
Trump nel caos cambia di nuovo i vertici della campagna
Trump nel caos cambia di nuovo i vertici della campagna

NEW YORK. – Seconda rivoluzione in due mesi ai vertici per cercare di salvare e rilanciare la sua campagna elettorale. Dopo settimane nere Donald Trump annuncia la promozione della sondaggista Kellyeanne Conway a manager della campagna e l’arrivo di Stephen Bannon, il numero uno della pubblicazione di destra Breibart, come amministratore delegato della campagna.

Due ingressi che di fatto rappresentano un ridimensionamento per Paul Manafort, l’attuale numero uno della campagna di Trump, finito nel mirino delle critiche per i legami con il partito filo-russo ucraino dell’ex presidente ucraino Yanukovich. Partito che Manafort – afferma l’Associated Press presentando i risultati di una sua indagine – ha aiutato a finanziare segretamente con almeno 2,2 milioni di dollari da due importanti società di lobbying con sede a Washington nel 2012.

Un comportamento quindi in violazione della legge, che impone ai lobbisti americani di riferire al Dipartimento di Giustizia se essi rappresentano leader o partiti stranieri. Manafort respinge seccamente le accuse, che descrive come senza senso.

Con il ridimensionamento di Manafort, il controllo della campagna sembra di fatto essere assunto da Bannon, ex Goldman Sachs la cui scelta sembra segnalare la volontà di Trump di voler tornare, con ancora più forza, allo stile pugilistico che gli ha consentito di vincere le primarie.

Bannon e Trump hanno diversi punti in comune: hanno simpatie populiste e nazionaliste che riflettono la loro avversione per i partiti politici. A tutti e due piace stuzzicare l’establishment. E, come Trump ha ricordato nel comunicato in cui annuncia il cambio ai vertici, Bannon è stato definito ”il più pericoloso operativo politico in America”.

A completare la rivoluzione di Trump anche l’ex numero uno di Fox News, Roger Ailes, cacciato per uno scandalo sessuale. Ailes, secondo indiscrezioni, sta aiutando Trump a prepararsi nei dibattiti. Le aggiunte del tycoon alla sua squadra non hanno esperienza politica diretta, limitandosi nel caso di Bannon e Ailes a gestire la parte informativa. Ma conoscono i modi e mezzi per far arrivare il messaggio e, nel caso di Ailes, come sfondare sul piccolo schermo.

Quando al voto mancano ormai 82 giorni, i prossimi appuntamenti cruciali per Trump, così come per Hillary, sono i dibattiti televisivi. Clinton negli ultimi 21 sondaggi è avanti a Trump a livello nazionale e si sta rafforzando in alcuni degli stati finora roccaforte dei repubblicani, quali Arizona, Georgia e Texas.

Il partito repubblicano guarda lo svolgersi degli eventi. Incassando il no di Trump a cambiare, ‘non voglio, sono quello che sono’, è sotto crescente pressione. Nelle ultime ore 100 repubblicani hanno chiesto che Trump venga immediatamente scaricato, con i fondi destinati a sostenere le elezioni alla Camera e al Senato per evitare una vittoria a valanga dei democratici.