Sisma: bimbi i più a rischio di traumi della psiche da ansia

Pubblicato il 24 agosto 2016 da ansa

A mother embraces his son in Amatrice, central Italy, where a 6.1 earthquake struck just after 3:30 a.m.,Italy, 24 August 2016.ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

A mother embraces his son in Amatrice, central Italy, where a 6.1 earthquake struck just after 3:30 a.m.,Italy, 24 August 2016.ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

ROMA. – La paura, ansia e panico, ma anche rabbia per essere stati colpiti da una tragedia inspiegabile. Questi i sentimenti prevalenti nella popolazione colpita dal terremoto, su cui gli psicologi devono iniziare a lavorare da subito per evitare, nel medio termine, che emergano vere e proprie patologie.

Lo afferma la presidentessa della Società Italiana di Psicologia dell’Emergenza (Sipem) Cristiana Dentone, secondo cui i primi a cui prestare attenzione sono i bambini. “Nella prima fase dell’emergenza le persone affrontano il trauma con una mobilitazione interiore, dove tutti cercano di aiutare e darsi da fare – spiega l’esperta -. I bambini si cerca sempre di lasciarli in sicurezza quando possibile, magari con dei parenti.

Un assetto differente nasce quando poi verranno istituite le tendopoli, in quel caso vengono attuati interventi specifici con la finalità di rielaborare il vissuto traumatico per contenerne la sintomatologia. Sono programmi che è importante iniziare il prima possibile e che vanno attuati nel tempo, rinforzati e studiati a seconda delle esigenze”.

La fascia a cui prestare maggiore attenzione, conferma Dentone, è quella dei più piccoli. “I più deboli sono ovviamente i bambini – spiega -, ma bisogna fare particolare attenzione anche agli anziani e ai malati cronici, persone già in difficoltà prima del sisma.

E’ utile che si sappia che ci sono dei metodi che permettono di normalizzare l’esperienza traumatica, e di evitare lo sviluppo di problemi a medio e lungo termine. Nei bambini il sentimento prevalente in queste ore è l’ansia, con il rischio di attacchi di panico, ma c’è anche rabbia, si tende a pensare perchè proprio a me.

Un intervento precoce è la chiave per evitare il cristallizzarsi delle sintomatologie, che possono portare a problemi a livello somatico, cognitivo, comportamentale, emozionale”.

Come in occasione di altre tragedie simili alcune squadre di psicologi sono pronte ad attivarsi. “Alcune squadre della nostra sezione delle Marche sono già partite, mentre altre sono in preparazione nel resto d’Italia pronte a intervenire – spiega Dentone -.

In questi casi il primo giorno è sempre un po’ caotico, l’attività principale è una assistenza finalizzata all’appoggio e al supporto alle squadre di soccorritori già operanti, spesso direttamente sul luogo delle macerie per assistere i parenti o chi cerca i propri cari, che si rifiuta di lasciare i luoghi del disastro.

Successivamente si lavora insieme al 118 per l’assistenza e il supporto psicologico a feriti e parenti, oltre a un lavoro di vicinanza alle vittime”.

(di Pier David Malloni/ANSA)

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