Primo settembre, l’Opposizione lima gli ultimi dettagli

CARACAS – Elezioni amministrative, mancanza di generi alimentari, carenza di medicine, collasso delle cliniche e degli ospedali. Argomenti che, in questi giorni, sono stati messi da parte. La partita politica, oggi, si gioca tutta il primo settembre. Così, mentre gli esponenti del Psuv si schierano incondizionalmente col governo; il ministero degli Esteri accusa gli Stati Uniti di promuovere, assieme a frange radicali dell’Opposizione, un “golpe” per destituire il presidente Maduro e il deputato Diosdado Cabello offre dettagli sull’arresto di Yon Goicochea, mentre familiari e avvocati non conoscono ancora ufficialmente le ragioni del suo arresto; i leader del Tavolo dell’Unità limano gli ultimi dettagli relativi la “Toma de Caracas”. Alla grande manifestazione, organizzata per reclamare al Consiglio Nazionale Elettorale maggiore celerità nel decidere la data della raccolta delle firme per il Referendum, stando agli esponenti dell’eterogenea coalizione dovrebbe partecipare oltre un milione di persone.
– Questa – ha detto il deputato Freddy Guevara – non sarà una semplice manifestazione. Sarà un corteo con oltre un milione di persone.
Il deputato, poi, ha esortato il Consiglio Nazionale Elettorale a non indugiare oltre nel rendere noto la data della raccolta del 20 per cento delle firme, per procedere al referendum revocatorio prima dello scadere dell’anno.
La direttrice dell’organismo elettorale, Socorro Hernàndez, ha risposto indirettamente al deputato dell’Opposizione sostenendo, in un’intervista concessa ai colleghi di “Venevisión”, che l’Opposizione potrà procedere a raccogliere il 20 per cento delle firme, quasi quattro milioni di iscritti nelle liste elettorali, dal 24 al 30 ottobre. Ovvero, ribadendo quanto speculato a suo tempo dalla presidente del Cne Tibisay Lucena, durante l’ultima settimana di ottobre.
Ma ancora non c’è nulla di ufficiale. Solo dichiarazione di esponenti dell’organismo elettorale e i loro apprezzamenti. Per questo, la decisione del Tavolo dell’Unità di giocarsi la propria credibilità con una manifestazione che il deputato Freddy Guevara ha definito “la mamà de todas las marchas” (la madre di tutti i cortei, ndr) e che il Segretario Escutivo del Tavolo dell’Unità non ha dubitato a dichiarare:
– Quella del primo settembre sarà una delle più importanti manifestazioni politiche mai organizzate nel Paese.
Di fronte al clima di tensione che si vive nel Paese, il clero venezuelano, rappresentato dai suoi vescovi, ha esortato Governo e Opposizione a evitare la violenza.
L’Arcivescovo di Merida, Baltazar Porras, con parole prudenti ma assai chiare ha condannato la militarizzazione del Paese, ha affermato che la figura del referendum è contemplata dalla Costituzione e sottolineato che l’esercizio di un diritto non deve essere catalogato come “tentativo di golpe” e non può essere “oggetto di provvedimenti indimidatori o repressivi”.
Dal canto suo, il ministro degli Interni, Nestor Reverol, dopo aver affermato che il “diritto a manifestare non è assoluto ed è condizionato” ha reso noto che “sono state date disposizioni alle polizie di El Hatillo, Baruta, Chacao e Sucre” di assumere la responsabilità del controllo e della difesa dell’ordine pubblico. Ha quindi commentato:
– Si ha la presunzione che durante la manifestazione vi saranno atti di vandalismo e di violenza.
E aggiunto che la violenza potrà essere repressa opportunamente con gas tossici e l’uso delle armi.
A questo proposito, il Direttore del Comune di Caracas, Daniel Aponte, ha reiterato che l’Opposizione non ha i permessi necessari per manifestare a Caracas.

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