Trump vola in Messico e fa le prove generali da presidente

Trump vola in Messico e fa le prove generali da presidente
Trump vola in Messico e fa le prove generali da presidente
Trump vola in Messico e fa le prove generali da presidente

WASHINGTON. – Ha rischiato e, per ora, Donald Trump ha portato a casa una photo opportunity che è una proiezione del possibile ‘Trump presidente’. Con prontezza e grande senso dell’opportunità ha risposto all’invito del presidente messicano Enrique Peña Nieto ed è volato a sorpresa in Messico per avere un confronto “diretto e costruttivo” con lo stesso presidente messicano che lo scorso marzo aveva paragonato Trump a Mussolini e Hitler per la sua retorica anti immigrazione, ma che oggi ha detto di rispettare entrambi i candidati alla Casa Bianca, pronto a consolidare con chiunque venga eletto alla presidenza Usa le importanti relazioni che legano i due paesi confinanti.

Tra i quali potrebbe però, se Trump verrà eletto presidente, sorgere un muro. “Ne abbiamo parlato -ha detto il candidato repubblicano – ma non abbiamo discusso di chi sarà a pagare” per la sua costruzione. E’ questo il ‘capolavoro’ messo a segno da Trump a Città del Messico, dove da una parte ha mostrato di poter ‘parlare’ con chi ha ripetutamente attaccato fin dall’inizio della sua campagna elettorale -e senza peli sulla lingua a dir poco- dando comunque l’impressione di aver sostanzialmente mantenuto le sue posizioni e il senso delle sue parole ripetute comizio dopo comizio.

Così pur senza la bandiera americana alle sue spalle (di fatto il tycoon non rappresenta ufficialmente gli Stati Uniti) Donald Trump sul podio nella sua prima ‘trasferta’ ufficiale ha fatto le prove generali da presidente. I nodi al pettine sono comunque venuti tutti, dal Nafta -il trattato di libero scambio tra Usa, Messico e Canada su cui il candidato repubblicano si è costantemente scagliato- che perfino Peña Nieto ha detto pubblicamente essere migliorabile.

Trump ha esposto un piano in cinque punti sulla base del quale lavorare con gli “amici” messicani, quei “lavoratori” di cui ha lodato le capacità e i valori, pur non mancando di elencare una ad una le sfide, compresa quella sull’immigrazione illegale che i due hanno riconosciuto essere una sfida comune, con Peña Nieto che è arrivato a sottolineare come il tema dei confini possa essere una opportunità per i due Paesi, in cui “investire” per “renderli più sicuri ed efficienti”.

Il presidente messicano ha ricordato che è suo compito proteggere tutti i messicani, ovunque si trovino e ha anche ricordato che questi si sono sentiti offesi dalle parole di Trump. Eppure ha anche dato l’impressione di voler voltare pagina.

Un’immagine inedita e una circostanza insolita quella verificatasi a Città del Messico, dopo che la scorsa settimana Peña Nieto aveva fatto pervenire un invito personale ad entrambi i candidati alla Casa Bianca per un incontro, opportunità colta al volo dal tycoon con il suo occhio per le ghiotte occasioni mediatiche, mentre Hillary si è riservata di vedere il presidente messicano al “momento opportuno”.

Secondo alcuni Peña Nieto non si aspettava che Trump avrebbe risposto all’invito in maniera così tempestiva e non è escluso che pure Hillary Clinton ne sia rimasta spiazzata.

(di Anna Lisa Rapanà/ANSA)

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