G20: nuovo patto per la crescita globale e meno protezionismo

Pubblicato il 05 settembre 2016 da ansa

Il G20 con la Cina in cabina di regia, curato fin nei minimi dettagli, ha avuto risvolti senza dubbio positivi, ma in uno scenario globale segnato da divisioni sempre più marcate.

Il G20 con la Cina in cabina di regia, curato fin nei minimi dettagli, ha avuto risvolti senza dubbio positivi, ma in uno scenario globale segnato da divisioni sempre più marcate.

HANGZHOU (CINA). – Il summit G20, il primo a guida cinese, si chiude con l’impegno comune a mobilitare tutte gli strumenti a disposizione – fiscali, monetari e riforme strutturali – per una bilanciata e sostenibile crescita globale. Il presidente Xi Jinping si è spinto anche oltre nel corso della conferenza stampa conclusiva del summit, senza sessione di domande e risposte e iniziata con oltre un’ora di ritardo: “E’ stato un grande successo – ha esordito nella grande sala al secondo piano dell’Hangzhou Expo Center sede del summit, davanti a oltre 200 giornalisti – con lo sviluppo del nuovo patto per la crescita globale” grazie al modello “innovativo, inclusivo e interconnesso”.

Il comunicato finale ha chiarito che l’economia prosegue la ripresa, ma a passo lento e con rischi al ribasso. I leader delle venti economie più sviluppate e dei principali Paesi emergenti hanno ratificato la volontà di “implementare le politiche monetarie, fiscali e strutturali in maniera separata o collettiva” per centrare il target della crescita.

Il tutto combinato a “maggiore flessibilità e alle riforme strutturali”. Riaffermate le critiche all’eccessiva volatilità e agli indesiderabili e disordinati movimenti sui mercati valutari, in grado di deprimere economia e minarne stabilità finanziaria. Per questo, no alle svalutazioni competitive per sostenere l’export.

“Abbiamo deciso di sostenere il meccanismo degli scambi multilaterale e di opporci al protezionismo”, ha proseguito Xi, sostenuto in questo dal Fmi. “Respingere con forza ogni forma di protezionismo e andare avanti con lo sviluppo di un commercio libero ed equo che è vitale per la crescita globale”, ha detto in serata la numero uno Christine Lagarde, nella sua conferenza stampa.

“La priorità è una crescita più forte e più condivisa”. Scambi più liberi nei commerci aggiungono questioni di tipo politico ai leader di molti Paesi che devono fronteggiare ondate di crescente populismo. Il presidente cinese non ha menzionato misure specifiche che il G20 potrebbe adottare per favorire la liberalizzazione dei commerci, essendo Pechino tra l’altro nel mirino di Usa e Ue per la violazione delle regole commerciali (su tutti l’acciaio) e il sostanziale blocco del suo mercato a operatori stranieri.

“Abbiamo bisogno di riaccendere il motore della crescita attraverso l’innovazione e, sotto questo punto di vista, il G20 (che rappresenta l’85% del Pil mondiale e i due terzi dell’intera popolazione, ndr) ha adottato i principi guida per le politiche d’investimento. E’ il primo schema del genere al mondo”, ha aggiunto Xi, anche senza fornire dettagli.

Il presidente ha rivendicato l'”Hangzhou consensus”: il G20 inteso come luogo di elaborazione di strategie di lungo termine, non solo di misure contro la contingenza delle crisi, ma anche di inclusione dei Paesi più deboli. Sulla sovrapproduzione dell’acciaio, Pechino (che ha il 50% a livello globale) ha accettato di tagliare l’export, senza però quantificarne i target, mentre sarà definito un forum sotto la supervisione dell’Ocse per studiarne le capacità distorsive.

Il mercato è distorto “dai sussidi e da altre misure”, ha affermato il premier nipponico Shinzo Abe, mentre il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker ha senza mezzi termini parlato di “misure sull’acciaio in attesa delle mosse” di Pechino che mira a ottenere il riconoscimento dell’Ue come economia di mercato.

Nel G20 “l’Italia ha insistito molto sulla necessità di coniugare crescita e giustizia sociale. Di investire contro la paura. Di non intestardirsi sulle architetture finanziarie senza coinvolgere i cittadini. E sul bisogno di lavorare come G20 in una modalità diversa dal passato, più capace di coinvolgere la classe media”, ha scritto il premier Matteo Renzi nella enews sulla sua partecipazione ad Hangzhou.

In uno scenario di stallo o contrapposizioni, come emerso nei bilaterali tra Barack Obama e Recep Tayyip Erdogan sulla soluzione per crisi in Siria o in quello tra Obama e Vladimir Putin, Russia e Arabia Saudita hanno siglato una dichiarazione congiunta che mira a stabilizzare il mercato del greggio.

Il G20 con la Cina in cabina di regia, curato fin nei minimi dettagli, ha avuto risvolti senza dubbio positivi, ma in uno scenario globale segnato da divisioni sempre più marcate.

(dell’inviato Antonio Fatiguso/ANSA)

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