Pensioni in Venezuela: si discute in Commissione Lavoro una interrogazione di Fabio Porta

Pensionati durante una conferenza per trattare il problema delle pensioni Inps in Venezuela
Pensionati in Venezuela durante una riunione in cui l'Ambasciatore e funzionari dei Patronati hanno spiegato i motivi che hanno determinato la riduzione delle pensioni e quale potrebbe essere la situazione nel 2016.
Pensionati in Venezuela durante una riunione in cui l’Ambasciatore e funzionari dei Patronati hanno spiegato i motivi che hanno determinato la riduzione delle pensioni e quale potrebbe essere la situazione nel 2016.

ROMA – Ancora una volta Fabio Porta, deputato del Pd eletto in America meridionale, insieme a Marialuisa Gnecchi, sta cercando di sensibilizzare Governo e Parlamento e di sbloccare finalmente lo stallo delle autorità competenti italiane (ministero del Lavoro, ministero degli Affari Esteri e soprattutto ministero dell’Economia e delle Finanze) nel trovare una rapida soluzione ad un problema urgente e drammatico.

Come Porta ha più volte denunciato da più di un anno l’Inps ha sospeso l’erogazione delle prestazioni assistenziali ai pensionati italiani residenti in Venezuela riducendo il pro-rata ad un importo irrisorio (poche decine di euro) e privando così i nostri connazionali di un reddito pensionistico sul quale essi facevano affidamento per la mera sopravvivenza vista la grave crisi economica che attanaglia il Paese latinoamericano.

Recentemente, su iniziativa dei Patronati che operano in Venezuela, è stata consegnata al Governo italiano una petizione firmata da più di 3.000 pensionati chiedendo l’adeguamento del cambio al valore Dicom (circa 650,00 Bs. per dollaro), lo stesso che tra l’altro utilizza il Consolato per far pagare i servizi consolari.

Il paradosso è dovuto al fatto che mentre i redditi dei nostri connazionali sono aumentati nominalmente, in realtà il potere d’acquisto degli stessi è diminuito vertiginosamente a causa dell’iperinflazione che ormai ha toccato il 700% e nonostante ciò, per un perverso meccanismo del cambio valuta ancorato al valore Dicom (10,00 Bs. per dollaro), l’Inps ha revocato le prestazioni assistenziali che come è noto sono legate ai limiti di reddito.

Il 15 settembre alla XI Commissione permanente Lavoro della Camera dei deputati si discuterà l’interrogazione di Fabio Porta, presidente del Comitato degli italiani nel mondo, sulle ipotesi di soluzione del dramma che stanno vivendo i nostri pensionati in Venezuela a causa della incongruenza del tasso di cambio utilizzato dall’Inps per la determinazione del reddito degli stessi pensionati ai fini dell’erogazione delle prestazioni non contributive come l’integrazione al minimo, le maggiorazioni sociali e gli assegni familiari.

Fabio Porta, che continua a ricevere le testimonianze di centinaia di pensionati italiani che denunciano le loro difficoltà umane ed economiche e come denunciato sulle pagine della Voce, si è attivato da subito ed ha contattato ministeri ed enti competenti segnalando il problema e chiedendo l’immediato intervento del Governo per porre rimedio ad una situazione che può essere sanata con un minimo sforzo finanziario da parte dell’Italia ma che richiede – oltre alla consapevolezza del dramma – dinamismo, volontà politica e capacità attuative.

L’auspicio è che l’interrogazione in Commissione Lavoro rappresenti un importante e determinante tassello verso la soluzione del problema.