Itinerari dello spirito: Il “Cammino della domenica”

Pubblicato il 14 settembre 2016 da redazione

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In Alto Adige, come altrove, si trovano sentieri attrezzati per passeggiate tematiche. Nelle valli, lungo il corso dei fiumi, o in montagna attraverso boschi, prati, e radure. Generalmente con punto si arrivo in qualche chiesetta, dove si raccoglie la memoria di secoli di vita spirituale e di storia delle comunità locali.

Uno dei tanti itinerari spirituali di questi percorsi attrezzati – ma meglio diremmo “illustrati” – è il sentiero campestre di recente (estate 2013) allestimento a Velturno: il “Cammino della domenica” (Sonntagsweg). Inizia nei pressi del Castello di Velturno, nel punto dove confluiscono le due strade principali, salendo l’una da Bressanone e l’altra da Chiusa in direzione opposta, le quali confluendo danno origine a quella che prosegue, sempre in salita, fino a Snodres e oltre.

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Dopo appena una cinquantina di metri dal castello, su questa terza strada, comincia il cammino tematico, deviando sul lato destro della carreggiata, per una mulattiera che attraversa i campi; e che asseconda il bosco e lo delimita dai prati in pendenza sulla vallata del fiume Isarco. Superata la prima stazione e la seconda, si arrampica, poi, nella sua parte terminale, attraverso stretti tornanti, e sbuca finalmente sulla strada che porta alla chiesetta di S. Giorgio a Snodres, sempre in salita.

Il nome assegnato al nuovo sentiero tematico, paesaggistico, e spirituale insieme, “la domenica”, è lo spunto, il tema della meditazione: il soggetto della problematica esistenziale, tra il sociale, il filosofico e il religioso. E’ l’argomento della riflessione che si vuole proporre a quanti decidono di inoltrarsi tra le bellezze della natura e la profondità dello spirito. La domenica è assunta, infatti, come emblema e simbolo della vita personale, un percorso spirituale verso l’alto: tra terra e cielo.

La partenza del tracciato topografico o, se volete, turistico (per quella parte di bellezze paesaggistiche o varietà naturalistiche che presenta, nonché per il benessere fisico che procura), prende il via dalla fontana fiorita, nei pressi dell’antico Castello (già esso stesso interessante centro museale, in quanto antica residenza estiva dei Principi-Vescovi di Bressanone), sulla strada che porta a Snodres.

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La porta d’accesso è contrassegnata da una placca di ferro con incise, citazioni letterarie d’autore. È il luogo della partenza: una prima stazione e una prima sosta di riflessione e di preghiera. Pietra e ferro sono i materiali utilizzati per il supporto artistico e culturale, la parte materiale della decorazione; quella concettuale sono le idee che i manufatti suscitano. Da lì ha inizio il percorso di meditazione che, dopo quattro fermate, termina con l’altra “porta” allo sbocco sulla strada per Snodres, ugualmente evidenziata da iscrizioni su lamine di ferro; quando il sentiero, tracciato un ampio arco sul fianco della montagna, dirige il suo corso verso ovest.

I quattro punti-sosta sono le stazioni tematiche adornate da cippi di pietra artisticamente elaborati, messi lì a richiamare alla mente idee, simboli, valori ideali, pertinenti al tema della domenica: la sosta, il riposo, la preghiera, la santificazione del lavoro, lo stare insieme, la ripartenza del cammino comunitario, il guardare avanti con fiducia. Ogni fermata è un invito alla meditazione.

Prima sosta, primo pensiero: Determinare il dove. “Adamo, dove sei?” (Gen. 3,9).
Seconda sosta: Riposiamo! “Venite in disparte in un luogo solitario e riposatevi un poco.” (Mc. 6,31).
Terza: Incontriamoci! “Caino, dov’è tuo fratello Abele?” (Gen. 4,9).
Quarta: Riprendere il cammino con fiducia. “ Va’ via, verso la terra che io ti mostrerò.” (Gen. 12,1).

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Su questi punti, lungo il cammino della domenica, si articola la meditazione che ogni viandante potrà sviluppare con opportuni approfondimenti sulla situazione della propria vita. Aiutato da tutte le citazioni incise sulle targhette di metallo, favorito dalla luminosità di un cielo aperto sulla conca di Bressanone, verdeggiante nella bella stagione, candida di neve in quella invernale.

Un utile sussidio potrà essere il libretto preparato dall’Ufficio parrocchiale cittadino, reperibile nelle chiese di Velturno.

Luigi Casale

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