Stangata per la Deutsche Bank, gli Usa chiedono 14miliardi per subprime

Stangata Deutsche Bank, Usa chiedono 14mld per subprime
Stangata Deutsche Bank, Usa chiedono 14mld per subprime
Stangata Deutsche Bank, Usa chiedono 14mld per subprime

BERLINO. – Il Dipartimento della Giustizia statunitense ha chiesto alla Deutsche Bank, la maggiore banca tedesca, un risarcimento record di 14 miliardi di dollari contestando pratiche scorrette nella vendita di obbligazioni garantite da mutui subprime, la miccia dell’esplosiva crisi economica mondiale del 2008. L’istituto di Francoforte e il governo di Berlino sperano che un negoziato porti ad un sostanziale sconto rispetto alla richiesta iniziale.

Reagendo a indiscrezioni, Deutsche Bank ha confermato la richiesta del Dipartimento di Giustizia Usa equivalente a 12,5 miliardi di euro per aver emesso e sottoscritto titoli con sottostante mutui residenziali subprime (Rmbs) e per aver realizzato le connesse attività di securitizzazione nel periodo 2005-2007. In pratica aver “ingannato” gli investitori sulla qualità dei prestiti ipotecari alla base dei titoli presentati come relativamente sicuri anche se non lo erano, come ha sintetizzato l’agenzia Ap.

Il titolo, in sofferenza per tutto il giorno, ha chiuso a -8,95. La richiesta è “come un pugno in faccia”, ha sottolineato il sito del Tagesschau, il tg del primo canale pubblico tedesco Ard. I 14 miliardi di dollari sarebbero la multa più salata mai inflitta a una banca straniera negli Usa, ha notato l’agenzia Dpa ricordando però che le autorità americane sono solite partire con pretese molto più alte di quanto poi risultino i pagamenti finali (per violazioni delle normative sulle sanzioni, la francese Bnp nel 2014 pagò 8,9 miliardi di dollari).

Il record assoluto per la vicenda dei subprime spetta a Bank of America, il cui caso peraltro è molto più grave ma ha chiuso un contenzioso a 17 miliardi di dollari. Il Dipartimento di Giustizia, in aprile, aveva annunciato una transazione da 5,1 miliardi di dollari con Goldman Sachs per la vendita di titoli “mortgage-backed”.

Per Deutsche Bank, già alle prese con gli effetti dei tassi zero sulla redditività e una complessa ristrutturazione, la richiesta appare devastante in quanto ha una capitalizzazione di circa 19 miliardi di dollari e accantonamenti per questo genere di penali pari a 5,5, ricorda il Tagesschau. Oltre al caso americano, quale altra mina vagante simile la Dpa cita indagini per presunto riciclaggio di denaro in Russia.

Il governo tedesco, pur non coinvolto nelle trattative, ha detto di aspettarsi che il contenzioso con gli Stati Uniti avrà un “esito positivo”: Deutsche Bank ha rivelato di essere stata invitata a presentare una controproposta e “si attende di arrivare a un risultato simile a quello raggiunto da banche concorrenti per un ammontare concretamente più basso”.

Nel sintetizzare dichiarazioni di un portavoce della banca tedesca, il Tagesschau riferisce che non vi sono prese di posizione circa le illazioni secondo le quali la richiesta a Deutsche Bank sarebbe una sorta di rappresaglia per la decisione dell’Ue di chiedere 13 miliardi di tasse non versate a Apple in una sorta di scontro transatlantico.

(di Rodolfo Calò/ANSA)

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