Orgoglio Inter, Icardi e Perisic stendono la Juve

Pubblicato il 18 settembre 2016 da ansa

Inter Milan's players celebrate at the end of the Serie A soccer match between Inter Milan and Juventus at the Giuseppe Meazza stadium in Milan, Italy, 18 September 2016. Ansa/Daniel Dal Zennaro

Inter Milan’s players celebrate at the end of the Serie A soccer match between Inter Milan and Juventus at the Giuseppe Meazza stadium in Milan, Italy, 18 September 2016. Ansa/Daniel Dal Zennaro

MILANO. – Sembrava una squadra agonizzante, invece è resuscitata: l’Inter batte la Juventus per 2-1 con i gol di Icardi e Perisic, dopo il momentaneo vantaggio di Lichtsteiner. L’Hapoel è solo un ricordo. Senza paura, i nerazzurri hanno affrontato la Juventus a viso aperto, ritrovando quell’orgoglio che li ha resi grandi.

San Siro è gremito, in tribuna Moratti convive con i nuovi proprietari del Suning, in campo c’è un’altra squadra che mostra cuore, muscoli e tecnica. Anche De Boer sembra attraversato da un’inedita vivacità. Una trasformazione camaleontica per i nerazzurri che hanno fame di riscatto davanti agli ottantamila tifosi corsi a sostenerli.

Frank de Boer è un uomo coraggioso, ha accettato di guidare l’Inter in corsa, ha sofferto, si è preso critiche impietose e ha risposto con decisione. Icardi unica punta, dietro Candreva, Eder e Banega, a centrocampo Joao Mario e Medel. In difesa D’Ambrosio, Miranda, Murillo e Santon.

Allegri sa che non sarà facile avere ragione di un gruppo ferito, offeso nella propria dignità, voglioso di cancellare il suo ‘giovedì nero’. Eppure, a sorpresa, lascia in panchina Higuain preferendogli Mandzukic. Benatia vince il ballottaggio con Barzagli.

La sfida è avvincente, dura, tesa ma affascinante come non si vedeva da tempo. Banega e Joao Mario danno qualità e profondità a un’Inter che pressa alto e che quasi spiazza la Juventus piuttosto in difficoltà: Pjanic fatica a entrare in partita e Khedira non riesce a trovare il giusto passo. Ancora una volta è Dybala a mettere tutta la sua classe al servizio dei compagni.

Al 14′ si propone Banega in ripartenza, l’argentino rimedia solo un corner; subito dopo Medel prova a piazzare una gran botta da fuori area. Al 20′ Dybala tenta la giocata, tiro a volo ma nulla di fatto. Risponde Icardi con Bonucci bravo ad anticiparlo. Al 23′ gran destro di Eder, di poco a lato. Poi la prima vera occasione per i bianconeri: magnifica apertura di Dybala per Alex Sandro, preciso nel servire Khedira che, tutto solo in area, schiaccia di testa per la comoda presa di Handanovic. Risponde Icardi che colpisce il palo con Buffon battuto. Dybala cerca Pjanic che manda fuori.

La partita è aggressiva, veloce, a tratti ruvida ma prevale un’Inter con le idee chiare. La svolta nel secondo tempo che si apre con un inesauribile Dybala alla ricerca del gol. I nerazzurri vanno vicini al vantaggio al 10′ con Eder, reattivo Chiellini che ci mette una pezza. Soffrono i bianconeri. Icardi cambia gioco per Candreva che calcia al volo senza centrare la porta.

L’Inter dà il massimo, spinge e combatte ma al 21′ passa la Juventus con Lichtsteiner che spinge in rete un cross basso di Alex Sandro. Sembra una beffa ma i nerazzurri non si fanno sorprendere. Immediatamente reagiscono e trovano il pari grazie alla testa di Icardi che sfrutta al meglio l’assist di Candreva. De Boer non sbaglia, gioca la carta Perisic che entra al posto di Eder, mentre Allegri finalmente manda in campo Higuain per Mandzukic.

Medel stremato è in preda ai crampi e lascia spazio a Melo. Tutto perfetto perché al 33′ è proprio Perisic a regalare la vittoria alla sua squadra grazie ad un perentorio stacco di testa su cross di un tarantolato Icardi. La partita è praticamente finita. Gli ultimi brividi arrivano da una occasione di Higuain, dall’espulsione di Banega e da una mischia in area nerazzurra con Handanovic e Khedira che si scontrano.

Vince l’Inter, parte la festa e questa volta ci sono applausi scroscianti. Banega e Joao Mario fanno la differenza, un Icardi ispirato e in costante crescita segna e sforna assist, la squadra vince e convince. Allegri forse sbaglia formazione, tiene fuori Higuain e ne paga il prezzo. De Boer è ampiamente fuori pericolo, piano piano impone il suo gioco e la sua filosofia. Chiedeva tempo ed evidentemente bisogna accordarglielo: chi vince ha sempre ragione e questa volta sembra un po’ meno olandese e un po’ più italiano.

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