Renzi a Onu su migranti: Dall’Europa vogliamo fatti, se non arrivano faremo da soli

Pubblicato il 19 settembre 2016 da ansa

Renzi a Onu su migranti: Dall'Europa vogliamo fatti, se non arrivano faremo da soli

Renzi a Onu su migranti: Dall’Europa vogliamo fatti, se non arrivano faremo da soli

NEW YORK. – Con il mondo al capezzale della crisi migratoria – la grande emergenza del nostro tempo – Matteo Renzi a New York torna a sferzare la Ue: “Dall’Europa vogliamo fatti, se non arrivano faremo da soli”, ha detto il premier che ha guidato la delegazione italiana al summit sulle migrazioni organizzato da Ban Ki-moon al Palazzo di Vetro. Con lui i ministri degli Esteri Paolo Gentiloni e degli Interni Angelino Alfano e il sottosegretario agli esteri Enzo Amendola.

Per l’Italia la priorità è l’Africa, ha detto Renzi che, sul fronte interno dell’accoglienza si è detto pronto a discutere il sistema degli Sprar con i sindaci pur diffidando da espressioni come la cabina di regia. L’Alto Rappresentante UE Federica Mogherini ha assicurato che l’Unione farà la sua parte: “Abbiamo approvato questo grande piano di investimenti per l’Africa e il Mediterraneo per accompagnare e incoraggiare gli investimenti privati in stati fragili attraverso garanzie per 4 miliardi di euro che ne mobiliteranno 44. Un investimento anche sulla nostra sicurezza, sul nostro futuro e sul nostro presente”.

In una New York sull’orlo di una crisi di nervi dopo l’attentato a Chelsea, il tema non poteva essere più attuale, anche se Renzi ha invitato a non creare sovrapposizioni. “Noi vogliamo salvare tutti ma non può essere l’Italia ad accogliere tutti. Il problema è la strategia dei prossimi anni: o si interviene in Europa o non si è in grado di gestire questo problema”, ha detto il premier a cui ha fatto eco Gentiloni, rilanciando l’iniziativa dei “corridoi umanitari”, una “best practice che speriamo sia recepita da un crescente nucleo di paesi” perché non solo i profughi, anche i migranti vulnerabili hanno diritto a tutela.

Migranti e profughi “non sono un peso ma un grande potenziale”, ha detto Ban inaugurando i lavori con un benvenuto ufficiale nella famiglia ONU all’OIM, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni che dal 1951 lavora con governi e ong per la causa di profughi e migranti. Per questa causa che coinvolge 65 milioni di persone, il numero più alto da dopo la Seconda Guerra Mondiale, ha spezzato una lancia l’Alto Commissario per i rifugiati Filippo Grandi: “Bisogna cambiare marcia.

Il mondo sotto shock davanti alle immagini di chi rischia la vita in mare chiede che le nostre intenzioni non restino sulla carta”. Il summit, a cui hanno partecipato oltre 150 tra capi di stato e di governo e ministri degli esteri – per gli Usa il segretario di Stato John Kerry e dove la neo-premier britannica Theresa May ha ribadito la volontà di inasprire i controlli ai confini – ha anticipato di 24 ore la “pledging conference” voluta, sempre all’Onu, dal presidente Usa Barack Obama per un gruppo più ristretto di paesi: quelli che, come l’Italia, hanno migliorato i loro impegni di accoglienza o di assistenza umanitaria.

Sarà, nelle attese, un appuntamento più di sostanza dopo la Dichiarazione finale su migranti e rifugiati approvata oggi per consenso: il documento, criticato dalle Ong come vuoto di impegni concreti, contiene una serie di principi e impegni da parte degli Stati, e costituirà la base per arrivare alla firma di un Global Compact entro il 2018, un trattato che indichi come affrontare la crisi migratoria.

(di Alessandra Baldini e Valeria Robecco/ANSA)

Ultima ora

20:14Italia team: Fontana portabandiera a PyeongChang 2018

(ANSA) - ROMA, 20 OTT - Sarà l'azzurra dello short track Arianna Fontana la portabandiera dell'Italia team alle Olimpiadi invernali di PyeongChang 2018. Lo apprende l'Ansa in ambienti dello sport del ghiaccio. La decisione verrà ufficializzata dal presidente del Coni, Giovanni Malagò, martedì prossimo in una cerimonia al salone d'onore del Foro Italico.

20:10Separazione per Noemi Letizia, a lei 6000 euro al mese

(ANSA) - NAPOLI, 20 OTT - Noemi Letizia e Vittorio Romano hanno raggiunto l'accordo per una separazione consensuale: a lei, di Portici (Napoli) - diventata famosa quando l'allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi si presentò a sorpresa nell'aprile del 2009 alla sua festa per il 18esimo compleanno a Casoria (Napoli) - andranno 6 mila euro al mese. L'intesa tutela i due piccoli bambini nati dalla loro unione. Per il via libera definitivo all'accordo manca solo l'ok del pubblico ministero. I due, 26 anni lei, 36 lui, si erano sposati lo scorso 23 giugno con una cerimonia a Nerano, in Costiera Amalfitana. Dopo tre mesi dal matrimonio la fine della loro relazione. I coniugi avrebbero utilizzato la procedura della 'negoziazione assistita', prevista dal 2014, che consente di decidere in tempi rapidi mantenimento, affidamento dei figlio, conti. A marzo del 2015, ad Arcore, Berlusconi aveva fatto da padrino al secondo figlio di Noemi.

20:05Studente morto: Procura indaga, istigazione al suicidio

(ANSA) - ROMA, 20 OTT - La Procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti per fare luce sul suicidio dello studente avvenuto in Via Tasso. Il pm Elena Neri procede per istigazione al suicidio e tale ipotesi è stata configurata, benché agli inquirenti siano già apparsi chiari i tormenti del ragazzo, per svolgere una serie di accertamenti a tutto campo.

20:01Polonia: accoltella 8 persone, 1 donna muore

(ANSA) - VARSAVIA, 20 OTT - Otto persone sono state colpite con un coltello da un uomo che le ha attaccate in un centro commerciale a Stalowa Wola, nel sud-est della Polonia e una di loro, una donna di 50 anni, è deceduta dopo il ricovero in ospedale. L'aggressore, che è stato arrestato dalla polizia, ha 27 anni ed è un polacco abitante in città. Lo riferisce la polizia precisando che l'uomo "ha attaccato le persone alle spalle, colpendole con un coltello". Successivamente la polizia ha affermato che non si è trattato di un atto di terrorismo.

19:54Morti in corsia: chiuse indagini,cinque nuovi casi a Saronno

(ANSA) - MILANO, 20 OTT - La Procura di Busto Arsizio (Varese) ha ufficialmente chiuso la seconda trance di indagini della maxi inchiesta 'Angeli e Demoni' sulle morti sospette in corsia all'ospedale di Saronno. La notifica è stata trasmessa agli indagati Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga, rispettivamente infermiera e medico del pronto soccorso di Saronno, nel pomeriggio. Il fascicolo include cinque nuovi casi di morti sospette, avvenute al pronto soccorso di Saronno (Varese) tra il 2011 e il 2013, all'epoca curati dal vice primario Cazzaniga (arrestato undici mesi fa per altri quattro decessi sospetti in corsia e la morte di Massimo Guerra, marito dell'infermiera con cui aveva una relazione) e i decessi di Maria Rita Clerici e Luciano Guerra, rispettivamente madre e suocero di Taroni, anche lei in carcere dal 29 novembre scorso con l'accusa di aver ucciso suo marito insieme a Cazzaniga.

19:46Usa: ad università Michigan prima laurea in cannabis

(ANSA) - NEW YORK, 20 OTT - Dopo la legalizzazione della marijuana in alcuni stati americani, arriva anche la prima laurea in cannabis. La offre la Northern Michigan University, per rispondere alla sempre crescente domanda dell'industria di settore. Dal college, però, avvertono i giovani che si tratta di un progetto serio e complesso. "Gli studenti dovranno essere molto dedicati e motivati​ - ha detto il docente di chimica Brandon Canfield - Non è un corso facile, ma e' un programma intensivo di chimica e biologia". Canfield ha spiegato che gli alunni non coltiveranno la marijuana come parte del loro percorso, ma studieranno piante simili con valore terapeutico. In America stanno aumentando sempre più gli stati che hanno legalizzato la cannabis, per uso medico o ricreativo: ad oggi sono 29, oltre il District of Columbia.

19:21Ergastolano ha diritto a permesso parto

(ANSA) - ROMA, 20 OTT - Per un genitore "la nascita di un figlio rappresenta un evento emozionale di natura eccezionale e insostituibile, tale da realizzare un unicum indelebile nella sua esperienza di vita". In ragione di questo è possibile il permesso anche per il detenuto all'ergastolo con il regime del 4 bis, che prevede il divieto dei benefici, e si applica per alcuni reati, come quelli di mafia. Lo ha stabilito la Cassazione, accogliendo il ricorso di un detenuto (originario di Lecce, condannato per reati di criminalità organizzata) cui il tribunale di sorveglianza di Roma aveva, invece, detto no al permesso. La Suprema Corte ha quindi disposto una nuova pronuncia da parte del giudice, che tenga conto di questo principio. Ma ormai, da quanto emerge dalle date dell'iter giudiziario, è troppo tardi: la data prevista per il parto è già passata.

Archivio Ultima ora