Cne: il Referendum si farà nel 2017

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CARACAS – Ora è lo stesso Consiglio Nazionale Elettorale ad affermarlo con una nota stampa: il referendum per destituire il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, si farà ma solo nel primo trimestre del 2017. L’obiettivo del Tavolo dell’Unità, quindi, non potrà essere raggiunto. In altre parole, non vi sarà l’elezione di un nuovo capo di Stato. Il vice-presidente, nel caso dovesse realizzarsi il Referendum e l’Opposizione vincerlo, assumerebbe la presidenza della Repubblica. Una soluzione “gattopardiana” che non soddisfa chi oggi si oppone al governo dell’inquilino di Miraflores.

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Come anticipato da Luis Emilio Rondòn, uno dei direttori dell’organismo elettorale, il Consiglio Nazionale Elettorale ha deciso di non soddisfare nessuna delle richieste del Tavolo dell’unità. E, infatti, la raccolta del 20 per cento delle firme dovrà avvenire Stato per Stato, nonostante l’elezione presidenziale sia di carattere nazionale e quindi a circoscrizione unica; con poco più di cinquemila macchine scrutatrici, considerate insufficienti dal Tavolo dell’Unità per permettere agli oltre 19 milioni di elettori di esprimere il proprio diritto al voto; e in tre giorni (26, 27 e 28 ottobre) e con orari limitati.

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Il Tavolo dell’Unità, che ieri sera ha chiesto ai propri esponenti di essere prudenti nelle dichiarazioni, non ha ancora emesso un comunicato ufficiale ma nei giorni scorsi aveva annunciate proteste e forme di agitazione non violenta qualora, come accaduto, il Consiglio Nazionale Elettorale non avesse soddisfatto le sue richieste e avesse costruito un organigramma per rimandare il Referendum al prossimo anno.

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