Commercio: non basta l’effetto saldi, giù le vendite a luglio

Commercio: non basta l’effetto saldi, giù le vendite a luglio
Commercio: non basta l’effetto saldi, giù le vendite a luglio
Commercio: non basta l’effetto saldi, giù le vendite a luglio

ROMA. – I saldi di fine stagione non bastano a rilanciare i consumi. L’Istat registra, a luglio 2016, un calo del valore delle vendite dello 0,3% da giugno e una contrazione dello 0,2% anche rispetto al 2015. Il bilancio dei primi sette mesi dell’anno resta, comunque, debolmente positivo (+0,2%). Nonostante gli sconti straordinari pubblicizzati in tante vetrine, scarpe e vestiti restano sugli scaffali. Le vendite di abbigliamento e pellicceria diminuiscono dello 0,2% in valore rispetto al 2015 e pure le calzature, gli articoli in cuoio e da viaggio scendono dello 0,4%.

In generale, si riducono gli acquisti di tutti i prodotti non alimentari, con le sole eccezioni di giocattoli, mobili e articoli di profumeria. Per i prodotti alimentari, intanto, c’è una crescita dello 0,3% sul mese e dello 0,5% sull’anno. A beneficiarne è soprattutto la grande distribuzione, a partire dai discount alimentari che crescono del 2%.

Si difendono bene, secondo la Coldiretti, anche i mercati contadini: vi hanno fatto la spesa, nel 2016, oltre quattro italiani su dieci, il 55% in più di cinque anni fa. Continuano a soffrire, invece, i negozi fissi di minori dimensioni. La Confesercenti si attende, a fine 2016, una “grave perdita di fatturato per il piccolo commercio”, che solo ad agosto ha visto la scomparsa di 5.200 imprese.

Lo shopping si concentra sempre più nei grandi esercizi specializzati, in moda o arredamento per esempio, e nell’industria di marca. Il comparto, per il presidente di Centromarca, Luigi Bordoni, mostra “una tenuta complessiva” e detiene la quota di mercato più elevata d’Europa. Il 61% delle firme, inoltre, prevede una crescita a giugno 2017.

E’ meno ottimista il presidente di Federdistribuzione, Giovanni Cobolli Gigli, che osserva come “anche a fronte di prezzi sostanzialmente fermi e di retribuzioni reali in crescita, le quantità acquistate dalle famiglie diminuiscono. Manca la voglia di comprare, prevale la preoccupazione e l’attendismo”.

Anche Confcommercio dà una lettura “molto negativa” dei dati e ritiene urgente un taglio di tutte le aliquote Irpef a partire dal 2017. Dal fronte dei consumatori, arrivano richieste diverse: da una parte Federconsumatori e Adusbef giudicano “indispensabile agire per una redistribuzione dei redditi”, dall’altra parte il Codacons ritiene i saldi “definitivamente morti” e chiede di abolirsi liberalizzando del tutto il settore.

L’Istat diffonde inoltre i dati sul commercio estero extra Ue. Ad agosto, l’export gira in positivo dopo sette segni meno consecutivi e cresce dell’11% rispetto al 2015 e dello 0,9% rispetto a luglio. Il traino viene dai beni strumentali (in crescita del 17,1% nell’anno) e, tra i mercati di sbocco, dall’Estremo Oriente a partire da Cina (+28,4%).

(di Chiara Munafò/ANSA)