Sei paesi latinoamericani criticano il Cne

Sei paesi latinoamericani criticano il Cne
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Sei paesi latinoamericani criticano il Cne

CARACAS – Continuano le reazioni a livello internazionale a seguito della decisione del Consiglio Nazionale Elettorale di stabilire regole draconiane per la realizzazione del Referendum attraverso il quale si pretende destituire il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro; regole che, stando a numerosi esperti in materia, violerebbero i principi della Costituzione e rimanderebbero la consulta elettorale al prossimo anno.

Argentina, Brasile, Messico, Chile, Paraguay y Perù hanno diffuso un comunicato nel quale esprimono le loro preoccupazioni per le decisioni dell’organismo elettorale e le loro conseguenze sul Referendum. Il testo, reso noto dal ministero degli Esteri argentino è firmato dai responsabili della diplomazia dei sei paesi: Susana Malcorra (Argentina), José Serra (Brasile), Eladio Loizaga (Paraguay), Claudia Ruiz Massieu (Messico), Ricardo Luna (Perù) e Heraldo Muñoz (Cile).

I ministri degli Esteri considerano che le decisioni del Consiglio Nazionale Elettorale pospongano la realizzazione del Referendum al prossimo anno alterando, nel fondo, il vero senso della consulta.

I ministri hanno reiterato la volontà di contribuire al dialogo tra gli attori politici così da permettere “la stabilità politica, la ripresa economica e il rispetto dei diritti umani”.