Il genocidio dei bimbi di Aleppo, 96 uccisi da venerdì

Il genocidio dei bimbi di Aleppo, 96 uccisi da venerdì
Il genocidio dei bimbi di Aleppo, 96 uccisi da venerdì
Il genocidio dei bimbi di Aleppo, 96 uccisi da venerdì

BEIRUT. – “Intrappolati in un incubo”: questa la condizione dei bambini ad Aleppo est, 96 dei quali sono stati uccisi e 223 feriti da venerdì dai bombardamenti governativi e russi. La denuncia arriva da Justin Forsyth, vice direttore generale dell’Unicef, nel giorno in cui torna a levarsi anche la voce del Papa: il mondo “non guardi dall’altra parte”, ammonisce Francesco, ricevendo in Vaticano le organizzazioni caritative che operano in Siria ed Iraq. “Non mi stanco di chiedere alla comunità internazionale maggiori e rinnovati sforzi per giungere alla pace in tutto il Medio Oriente”, ha detto ancora il Pontefice.

Ma per ora sono esortazioni che cadono nel vuoto. Quello che si ode anche oggi, insieme al fragore delle bombe, è un crescendo di accuse tra Usa e Russia. E alla fine il segretario di Stato John Kerry ha avvertito che Washington è “sul punto di sospendere la discussione perché è irrazionale nel contesto del bombardamento in atto”. Gli Usa chiedono lo “stop alle bombe” e sono pronti a interrompere i contatti con Mosca.

In precedenza il vice ministro degli Esteri russo Serghiei Riabkov aveva parlato di “un sostegno di fatto ai terroristi da parte dell’attuale amministrazione Usa”. Il commento si riferiva alle parole di ieri del portavoce del Dipartimento di Stato Usa, John Kirby, secondo cui “i gruppi estremisti continueranno a sfruttare i vuoti che ci sono lì in Siria per espandere le loro operazioni, che potrebbero includere attacchi contro gli interessi russi, e forse persino contro città russe”.

Per i russi il punto su cui gli Stati Uniti continuano a svicolare è la separazione dei gruppi ribelli da loro sostenuti, ad Aleppo e in altre province, dai qaedisti del Fronte Fatah ash Sham (ex Al Nusra), che dovrebbero essere bombardati alla stessa stregua dell’Isis. In assenza di questa decisione, fa sapere Mosca, una nuova tregua di altri sette giorni è “inaccettabile”, perché darebbe ai “terroristi” la possibilità di riorganizzarsi. La Russia propone invece cessate il fuoco più brevi di 48 ore ciascuno, e intanto ribadisce il suo impegno aereo al fianco dell’aviazione di Damasco, proprio per colpire i “terroristi”.

Certo, “non si può immaginare che questi bambini fossero tutti terroristi!”, ha commentato con amara ironia l’inviato speciale dell’Onu per la Siria, Staffan de Mistura, in merito ai piccoli uccisi negli ultimi giorni ad Aleppo, dopo aver partecipato all’udienza papale in Vaticano. E Andrea Iacomini, portavoce dell’Unicef per l’Italia, sottolinea che le Nazioni Unite hanno smesso di contare i bambini uccisi nel 2013, quando erano circa 11mila.

“Oggi – aggiunge – le vittime potrebbero essersi quintuplicate rispetto ad allora ed anche se non ci sono dati certi sono certamente cifre da genocidio”.

Da quando è terminata la tregua il 22 settembre scorso, i civili uccisi in tutto il Paese sono stati 320, ha sottolineato Stephen O’Brien, il capo delle operazioni umanitarie dell’Onu, parlando in videoconferenza al Consiglio di Sicurezza. Mentre il numero dei residenti nelle aree assediate è di 861.200.

Sul terreno, le forze governative hanno ripreso il controllo del quartiere periferico di Handarat, a nord-est di Aleppo. E intanto continua anche la guerra di propaganda da entrambe le parti. I media governativi hanno diffuso un video in cui mostrano i militari di Damasco “dentro al quartiere di Farafira”, nel centro storico, che era stato conquistato – secondo i media di regime – due giorni fa. Dal canto loro, insorti di Aleppo est hanno diffuso un filmato analogo in cui mostrano i miliziani delle opposizioni “passeggiare per le vie di Farafira”.

(di Alberto Zanconato/ANSAmed)