Riecco Roma-Inter, tradizione di goleade ed emozioni

Serie A, Roma-Inter posticipo domenicale delle 20:45
Serie A, Roma-Inter posticipo domenicale delle 20:45
Serie A, Roma-Inter posticipo domenicale delle 20:45

ROMA. – Uno spareggio per non dover salutare la zona scudetto già da ottobre. Roma e Inter vedono allontanarsi Juve e Napoli, col vento in poppa in campionato e in Champions, e si affrontano domenica all’Olimpico col fiato sospeso. Chi si ferma di nuovo è perduto: l’Inter ha il pesante fardello del doppio ko in Europa, la Roma si è riscattata col modesto Astra.

Spalletti, uomo di mondo, non ha stravolto la squadra; De Boer, olandese tutto di un pezzo, ha fatto turnover selvaggio subendo a Praga un ko devastante. Ora ci vuole una Juve-bis per ripartire ma la fiducia spinge la Roma che dovrà temere Icardi, goleador spacca-partite che ha riposato in Europa mentre è ancora incerto Joao Mario, collante del centrocampo.

Lo scatenato Totti, che dopo la festa dei 40 anni ha regalato tre assist e giocate sopraffine, partirà dalla panchina. Ma il suo peso lo avrà, come l’ha avuto negli ultimi 22 anni. In passato ha fatto soffrire Handanovic, Toldo e Julio Cesar che ancora ricorda con terrore quel pallonetto micidiale che l’ha trafitto il 26 ottobre 2005. Una delle tante perle confezionate a San Siro.

Se l’Inter è la squadra che l’ha più sconfitto, 14 volte, lui si è vendicato facendo 11 gol. Tra Roma e Inter è sempre una sfida spettacolare contrassegnata da prodezze e gol a raffica, soprattutto dopo calciopoli con la Roma unica avversaria di un’Inter stratosferica.

Ma il luna park ha origini antiche: nella preistoria ci sono due 6-0 per l’Inter nel 1930 e nel 1953 e uno per la Roma nel 1942; poi negli anni ’60 la Rometta infligge un secco 3-0 ai nerazzurri sulla strada euro-mondiale. Dagli anni ’80 sfide più equilibrate. Un’entrata alla brasiliana (il ‘carrinho’ di Falcao su Bagni che Agnolin marca col rosso) caratterizza un bel 3-1 nel 1981.

Poi nel 1991 si celebra la finale di Coppa Uefa: 2-0 a Milano per l’Inter del Trap, un gol e un palo di Rizzitelli all’Olimpico non bastano ai giallorossi di Ottavio Bianchi. Gli attacchi si scatenano: l’Inter di Bagnoli subisce un 4-1 nel 1992 poi l’arrivo di Ronaldo e Zeman spettacolarizzano i match e per la Roma sono tempi cupi: a fine 1997 viene espulso Totti e l’Inter s’impone 3-0 e nel ritorno 2-1 con una doppietta fantastica di Ronaldo.

L’anno dopo ancora due rovesci per Zeman: 4-1 a Milano e il funambolico 5-4 nel ritorno, sigillo si Simeone, con in campo il trio Baggio-Ronaldo-Zamorano. Con Capello il registro cambia: nel 2001 tappa saliente nella corsa verso lo scudetto è un 3-2 con doppietta di Montella. Ma il salto di qualità arriva con calciopoli: scudetto revocato alla Juve, l’Inter che piazza il poker di scudetti con Mancini e poi con Mourinho, e l’unica antagonista è la Roma di Spalletti che però ne mastica di bocconi amari: ko nella Coppa Italia 2005 e 2006 e fuochi d’artificio nella Supercoppa.

La Roma si porta sul 3-0 a San Siro, poi ko 4-3 ai supplementari con zampata di Figo. La rivincita si materializza nel 2007: un memorabile 6-2 nell’andata confeziona la vittoria nella Coppa Italia. Con un rigore di De Rossi vince anche la Supercoppa a Milano. Ma è un fuoco di paglia: 4-1 per l’Inter all’Olimpico e poi, anno di grazia 2007-2008, 1-1 a San Siro con polemiche furiose per un’espulsione di Mexes (per Totti è un ‘aiutone’).

Il ping pong prosegue: 2-1 e Coppa Italia alla Roma, 8-7 ai rigori e Supercoppa all’Inter. I nerazzurri prendono il largo: 4-0 all’Olimpico alla ripresa, 3-3 a San Siro e Roma ko nei quarti di Coppa Italia. Comincia l’era Mourinho che irride gli avversari coniando l’espressione ‘zero tituli’ per Ranieri: sulla strada del triplete l’Inter perde 2-1, la Roma si porta a -1 poi c’è la surreale sfida con la Lazio e all’ultima giornata Milito firma lo scudetto.

Ma prima a Ranieri sfugge anche la Coppa Italia: in finale 1-0 gol di Milito ma la partita è una corrida e Totti viene espulso per un calcione a Balotelli. Mourinho fugge nella notte Champions di Madrid e Benitez agguanta la Supercoppa, 3-1 alla Roma con doppietta di Eto’o.

Gli squilli successivi sono un 5-3 che Leonardo consegna a un Ranieri agli sgoccioli nel 2011 e un 4-0 sulle spalle del traballante Gasperini che illude la Roma. Poi comincia una serie positiva che dura quasi quattro anni con Zeman e Garcia e tre vittorie a San Siro con doppiette di Totti e Destro e un 4-2 in casa con doppio Pjanic.

Ma dall’aprile 2015 la Roma non vince più e Mancini si impone 2-1 con Icardi agli sgoccioli e 1-0 con Medel. Ora si riparte all’Olimpico, ed una gara che comunque lascera’ strascichi. E Juve e Napoli avranno un avversario di meno.

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