Scandalo conti finti in Usa, via l’ad di Wells Fargo

L'amministratore delegato di Wells Fargo John Stumpf davanti al Senato Usa
L'amministratore delegato di Wells Fargo John Stumpf davanti al Senato Usa
L’amministratore delegato di Wells Fargo John Stumpf davanti al Senato Usa

NEW YORK. – Alla fine John Stumpf, numero uno di Wells Fargo, ha gettato la spugna. Si è dimesso con effetto immediato dalla carica di amministratore delegato della seconda banca più grande d’America. Troppo pesanti le conseguenze dello scandalo che ha portato alla luce due milioni di conti fittizi aperti da Wells Frago a nome di clienti ignari.

Un caso che è già costato al gruppo di San Francisco una multa di 185 milioni di dollari. E potrebbe non essere finita. Stumpf, entrato in Wells Fargo 29 anni fa e in carica come amministratore delegato dal 2007, rinuncerà anche alla presidenza. Lo sostituirà il suo numero due, Timothy Sloan, 56 anni. Toccherà a lui adesso dimostrare di saper gestire un colosso bancario in grande difficoltà. Di saper ridare a Wells Fargo la reputazione perduta a causa dello scandalo.

La sua prima grande sfida sarà quella di affrontare proprio gli sviluppi di questo scandalo, con le inchieste avviate sia a livello federale sia a livello statale, compresa quella del Dipartimento alla giustizia. Slona intanto ha già spiegato quale sarà la sua linea in una conference call intrena al gruppo a cui hanno partecipato 500 top manager.

“Sarà dura per un po’ – ha detto durante l’incontro – ma ce la faremo”.

L’addio di Stumpf era stato preceduto dalla decisione di non versare all’ormai ex numero uno di Wells Fargo il bonus e il premio azionario da 41 milioni di dollari che erano previsti per il 2016. Anche all’ex Chief operating officer, Carrie Tolsted non verrà pagata la buonuscita e non verrà riconosciuto il resto dei primi in azioni per 19 milioni di dollari. Non si escludono in futuro nuove azioni contro i due manager coinvolti nello scandalo e usciti di scena.

Condividi: