Berlusconi rientra dagli Usa, pronto a giocare la partita del referendum

Foto Vincenzo Livieri - LaPresse
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ROMA. – Rientrato nella notte dagli Stati Uniti dove si era recato per dei controlli al cuore e forse per fugare dubbi sulla sua salute, Silvio Berlusconi decide di riunire a Milano (ancora in forse se ad Arcore o a via Rovani) gli altri due leader del centrodestra: Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Un vertice che fa seguito al summit del mese scorso in cui il Cavaliere con il cosiddetto ‘duo lepenista’ aveva programmato un nuovo giro di tavolo per proseguire nell’impegno comune per il ‘no’ al referendum. La nuova riunione dei tre leader ha comunque un obiettivo immediato: rassicurare quanti, soprattutto dentro Forza Italia, non sono convinti fino in fondo che l’ex premier voglia realmente spendersi per il referendum.

Dubbi che in realtà non mancano anche al segretario della Lega e alla leader di Fratelli d’Italia, scettici sulle intenzioni ‘barricadere’ del leader azzurro. Ecco perchè domani sia Meloni che Salvini chiederanno spiegazioni al diretto interessato.

Certo, le condizioni di salute di Berlusconi che è stato costretto a prolungare la sua permanenza a New York dopo il malore avuto all’arrivo nella Grande Mela, comporteranno un impegno lontano dalla prima linea.

La campagna del Cavaliere sarà soprattutto mediatica con interviste televisive e spot. In dubbio almeno per ora anche la conferenza programmatica di Forza Italia originariamente prevista per metà novembre e che avrebbe dovuto segnare il rientro sulla scena di Berlusconi, ma che ancora non ha una data certa.

Insomma la strategia che l’ex capo del governo ha in mente sul referendum è ancora tutta da definire anche se una cosa appare certa: la volontà del Cavaliere di tener aperte diverse strade. Un ventaglio di possibilità di cui fa parte anche “l’operazione” che sta portando avanti Stefano Parisi con l’avvio del tour di Megawatt che da domani fino alla seconda metà di novembre lo porterà in giro per tutta l’Italia.

Prima tappa Palermo ad un’iniziativa organizzata da Gianfranco Miccichè ras di Forza Italia e da sempre tra i principali sponsor di mister Chili. L’intenzione dell’ex Dg di Confindustria è quella di creare una propria rete sul territorio da far ‘pesare’ nel momento in cui si dovranno costruire le future alleanze. Un progetto bocciato in toto dai big di Forza Italia.

Le scintille a Milano nel corso del confronto tra Parisi e Giovanni Toti (da sempre sostenitore dell’alleanza con Fdi e Lega) fotografano alla perfezione lo stato dei rapporti tra i colonnelli azzurri e l’ex candidato al comune di Milano. E non è un caso che nelle stesse ore in cui Parisi è in Sicilia, i vertici del partito insieme a quelli di Fratelli d’Italia e Carroccio si ritroveranno a Milano per dar vita ad una sorta di maratona oratoria per il no al referendum.

L’ostilità nei suoi confronti non sembra preoccupare Parisi che anzi continua a puntare il dito contro la ‘vecchia’ classe dirigente di Forza Italia. L’ultima a finire sul banco degli imputati è la riforma della P.a targata Renato Brunetta. “Non ha fatto nulla”, accusa l’ex manager “siamo il penultimo paese Ocse come digitalizzazione nella P.a”. Un giudizio che non è piaciuto al padre della riforma: “Parisi – attacca Brunetta – impegnato nel suo triste e fallimentare tour acchiappa gonzi e malmostosi di Forza Italia, non ha forse studiato le leggi”.

(di Yasmin Inangiray/ANSA)