CES, connettività trasformerà auto in assistente personale

LAS VEGAS. – Internet delle Cose, nuove reti, intelligenze artificiali e automobili: dal 50/mo International Consumer Electronic Show, la kermesse dell’elettronica di consumo che si è aperta ufficialmente negli Usa, emerge quest’anno un mondo che sarà sempre più connesso, con un numero crescente di persone sempre più consapevole delle opportunità che sensori, app e nuovi dispositivi possono dare per migliorare la vita, semplificando la mobilità e aumentando la sicurezza, anche in casa.

Nel mondo dell’Automotive questa trasformazione in atto è oggi ancora più evidente, non solo per i modelli di auto a guida autonoma o assistita visti in questi giorni a Las Vegas, a partire dal concept presentato da FCA, il minivan elettrico Portal con guida autonoma di livello tre (il guidatore non guida ma ‘controlla’). Ma anche per gli accordi qui annunciati, come quello tra PSA, Ericsson e la telco Orange per lo sviluppo delle connessioni dei veicoli alla rete mobile di quinta generazione, la 5G.

Oppure il consorzio appena formato tra Ford e Toyota, assieme a PSA, Mazda, Fuji Heavy Industries (cioè Subaru) e Suzuki, chiamato SmartDeviceLink, per lo sviluppo e la gestione di una piattaforma software open source indirizzata all’integrazione delle spp a bordo dei veicoli.

Tutto questo promette un’evoluzione che ci porterà presto a utilizzare l’auto non solo per spostarci ma anche come ‘assistente personale’, un segretario elettronico capace di espletare vari compiti mentre fa anche da ‘autista’. Fondamenta di tutto questo, emerge, è l’Internet delle cose, il cui mercato si sta sviluppando rapidamente.

“Entro il 2020 il mercato globale dell’IoT – ha spiegato al CES Werner Struth, membro del board di Robert Bosch AG, che punta molto su questo settore – raggiungerà un fatturato globale di 250 miliardi di dollari, di cui un terzo generato in Usa. Bosch è in una posizione di vantaggio in questa prospettiva perché operiamo in tutti i settori interessati, dalla mobilità alle tecnologie industriali, dall’energia alle costruzioni, ma anche nei prodotti di largo consumo e ha la capacità di collegare ognuno di questi settori con gli altri, con l’ulteriore vantaggio di operare da tempo nell’ambito dell’IoT”.

Secondo Struth, dalla interconnessione tra veicoli, ambiente e oggetti verrà un aiuto pratico quotidiano. “Sarà un po’ come avere a disposizione un assistente personale o un angelo custode per ogni momento della tua vita quotidiana. Qualcuno che sappia sempre se hai lasciato il forno acceso, anche mentre stai sfrecciando sulla tua auto oppure sei seduto in ufficio, e che possa prenotare il ristorante, parcheggiare da sola l’auto o alzare il riscaldamento prima di rientrare a casa”.

“La personalizzazione – spiega Struth – è una tendenza in forte crescita nel contesto della connettività nella smart home, nella smart city, nella mobilità connessa e nell’industria 4.0 e noi siamo la forza propulsiva di questa evoluzione”.

Secondo un recente studio, più del 60% degli intervistati ritiene che gli assistenti intelligenti siano una scelta appropriata. Bosch prevede che entro il 2022 il mercato globale della mobilità connessa inizierà a crescere di circa il 25% annuo e le auto saranno sempre più parte attiva dell’IoT e potranno comunicare attraverso il Cloud con altri mezzi di trasporto connessi, oltre che con i sistemi di domotica.

“I veicoli giocheranno un ruolo centrale in questa trasformazione – afferma Struth – e nuove funzioni connetteranno l’auto al suo ambiente circostante, ai sistemi di smart home e alle officine. La connettività sta trasformando l’auto in un assistente personale su quattro ruote”.

(Di Andrea Silvuni/ANSA)