Incontro con lo scrittore Michael Cunningham nell’Istituto Italiano di Cultura di New York

Pubblicato il 11 gennaio 2017 da redazione

Michael Cunningham

NEW YORK. – Un incontro ancora con uno scrittore americano che ha legami con l’Italia presso l’Istituto Italiano di Cultura di New York. Dalle 18 alle 20 di lunedì 23 gennaio si terrà infatti una conferenza, a ingresso libero, con Michael Cunningham, scrittore e sceneggiatore famoso per il suo romanzo “The Hours” (1998), che ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa e il PEN/Faulkner Award (1999). Cunningham insegna scrittura creativa presso la Yale University.

Cunningham parlerà di Matera, le cui fortune sono state, negli ultimi anni, in costante ascesa. Non solo in seguito alle riprese del film di Mel Gibson, ma anche da quando la città, nel 1993, è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco e, più di recente, designata capitale europea della cultura per il 2019.

Matera è una delle più antiche — forse addirittura la più antica — fra le città del mondo abitate senza soluzione di continuità fin dalla fondazione. Sebbene sia impossibile determinarne con esattezza l’età, risale di certo al Paleolitico, il periodo in cui gli esseri umani cominciarono a realizzare utensili di pietra.

Molte delle abitazioni di Matera sono grotte e molti dei suoi edifici — o meglio, quelli che sembrano edifici — sono semplici facciate, dietro le quali si scoprono ancora delle grotte. Matera è come un enorme alveare, apparentemente solido dall’esterno, ma in realtà costituito per lo più da gallerie, cunicoli e grotte, talvolta poste una sull’altra a formare un’unica abitazione.

Panorama di piazza san pietro caveoso nel centro storico dei Sassi di Matera
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Come la maggior parte delle città, anche quelle di mille anni più giovani, Matera ha avuto i suoi alti e bassi. Per oltre duecento anni capoluogo della Basilicata, ha ricevuto in visita imperatori e arcivescovi. Ma ci sono stati anche periodi storici più difficili. All’inizio degli scorsi anni Cinquanta, a fronte delle cattive condizioni di vita, con la maggioranza degli abitanti che vivevano ancora nelle grotte, senza corrente elettrica e fognature, una legge nazionale stabilì lo sfollamento dei Sassi e la costruzione, su colline ricche di verde, di nuovi e più confortevoli quartieri residenziali.

I materani, tuttavia, non erano ben disposti a trasferirsi. Preferivano i (dis)agi delle loro vecchie case, come generalmente è sempre stato nella storia dell’uomo: a quanto pare preferiamo il consueto all’inconsueto, anche se quest’ultimo costituisce tecnicamente un passo avanti.

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