Venezuela, torna il fantasma del complotto

CARACAS – Di nuovo il fantasma del complotto. Dopo gli arresti del deputato Gilber Caro – arresto che viola l’immunità contemplata nella Costituzione -, e dell’assessore comunale zuliano, Jorge Luis González Villasmil, il ministro degli Interni, Nestor Reverol, ha reso noto nel corso di una conferenza stampa, l’esistenza di un presunto complotto orientato a creare un clima di nervosismo e confusione.

Il ministro ha informato che, al momento dell’arresto, il deputato Caro era in possesso di un’arma automatica proprietà delle Forze Armate e di C4, un esplosivo di grande potenza; arma ed esplosivo che sarebbero stati acquistati alla guerriglia colombiana. Inoltre, sarebbero stati trovati in possesso del deputato e dell’assessore comunale documenti che confermerebbero l’esistenza del complotto.

D’altro canto, il ministro Reverol ha informato che nello Stato Zulia era pronto un piano per creare panico nel corso della manifestazione in cui Manuel Rosales, ex candidato alla presidenza della Repubblica, sarebbe stato oratore principale. Stando al ministro, si sarebbe fatto ricadere ogni responsabilità sul Governo.

Dal canto suo, il vicepresidente della Repubblica, Tareck El Aissami, ha affermato che il deputato Caro sarebbe stato arrestato mentre trasportava con sé armi da guerra, ducumenti, mappe, rotte, obiettivi e nomi di dirigenti politici da eliminare. Insomma, una serie di prove che dimostrano l’esistenza del complotto.

L’arresto di Caro e Villasmill è stato interpretato dal presidente del Parlamento, Julio Borges, come un’azione orientata a intimidire la popolazione che soffre i rigori della crisi. Il N. 1 dell’Assemblea Nazionale considera che l’arresto del deputato Gilber Caro viola l’immunità parlamentare contemplata dalla Costituzione.

Per Julio Borges si tratta di un arresto arbitrario. E ha criticato aspramente che il caso di Caro e Vilamisal fosse passato ai tribunali militari. Il presidente del Parlamento ha tenuto a sottolineare che anche la Procuratrice Generale, Luisa Ortega Díaz, a suo tempo avvertì che i tribunali militari possono giudicare solo i funzionari delle Forze Armate.

Dal canto suo, Jesùs “Chuo” Torrealba, Segretario Esecutivo del Tavolo dell’Unità, ha denunciato l’arresto del deputato accusando il governo “di inventare prove così come è stato fatto nel caso di Yon Goicoechea, leader di Voluntad Popular e Carlos Melo”.

– L’arresto di qualunque deputato è molto grave perchè si arresta un rappresentante dei cittadini – ha commentato.

Come si ricorderà, il presidente Maduro, una settimana dopo aver reso nota la decisione di designare Tareck El Aissami vicepresidente della Repubblica, informava della creazione di un Comando Nazionale Antigolpe; comando coordinato dallo stesso vicepresidente Tarek El Aissami. La missione del comando: combattere contro “i settori golpisti e terroristi” e tutti coloro impegnati a “destabilizzare la rivoluzione”.

– Oligarchi, tremate ed arrendetevi. E’ arrivato il Comando Antigolpe – ha proclamato Maduro durante il suo programma televisivo.

Il capo dello Stato ha sottolineato che oltre a El Aissami faranno parte del nuovo organismo il ministro degli Interni, Nestor Reverol; quello della Difesa, generale Vladimir Padrino Lopez; il capo dei servizi segreti, Gustavo Gonzalez Lopez e il numero due del partito di governo, Diosdado Cabello.

Il Comando, ha spiegato, “si dedicherà, 24 ore al giorno, a prendere tutte le misure preventive necessarie a sconfiggere i settori golpisti e terroristi”