Stretta sugli ingressi in Usa, dall’Italia 500mila l’anno

NEW YORK. – L’annunciata stretta di Trump sugli ingressi negli Stati Uniti potrebbe segnare una vera e propria svolta dopo decenni di decisioni mirate ad ‘abbattere’ il più possibile i confini tra le due sponde dell’Atlantico. E sì, perché il pacchetto di misure “per rafforzare i confini dell’America” che la nuova amministrazione Usa dovrebbe varare lunedì 23 gennaio potrebbe cambiare il modo di viaggiare degli europei.

Nel mirino soprattutto tedeschi, francesi, belgi, vale a dire i cittadini di quei Paesi con una forte immigrazione e considerati ad elevato rischio terrorismo, come purtroppo dimostrano i recenti attentati. Ma anche i circa 500 mila italiani che ogni anno raggiungono gli Stati Uniti per turismo, studio o lavoro, potrebbero essere coinvolti dall’inasprimento dei controlli alle frontiere voluto da Trump, che ha parlato di “controlli estremi” per tutte le persone che arrivano “da parti del mondo conosciute per la presenza del terrorismo islamico”.

Non sfugge certo a Washington come il nostro sia il Paese in cui sbarca la gran parte degli immigrati che arrivano dal Nord Africa. Senza contare la vicinanza con Paesi come la Libia o la Tunisia, caratterizzati dalla presenza di campi di addestramento jihadisti. Un Paese di transito, insomma, anche per i foreign fighter che ritornano in Europa, e dove spesso – come emerso dalle recenti indagini – vengono indottrinati potenziali terroristi che poi vanno a colpire altrove. Ecco perché le restrizioni che la nuova amministrazione americana si appresta a mettere in campo potrebbero riguardare anche i nostri connazionali.

Al momento per chi ha un passaporto del nostro Paese basta compilare e presentare preventivamente il modulo Esta (Electronic System for Tavel Authorization), il sistema elettronico per l’autorizzazione al viaggio che rientra nell’ambito del programma dei Viaggi senza visto (Visa Waiver Program).

Per gli italiani che invece si trasferiscono – anche temporaneamente – per studio o per lavoro negli Stati Uniti, acquisendo la residenza, serve un vero e proprio visto.

In base ai dati ufficiali (ma ancora provvisori) del governo americano, nel 2016 sono stati 502.242 gli italiani sbarcati in Usa: il 21% per motivi di lavoro, il 78% per turismo. Nel complesso, comunque, il 5,8% in meno rispetto al 2015. Dalla Germania e dalla Francia sono invece arrivati in Usa, sempre lo scorso anno, rispettivamente oltre un milione di tedeschi e 940 mila francesi.

(di Ugo Caltagirone/ANSA)