Sfida infinita tra Salvini e Berlusconi. Lega, la leadership non è sua

Salvini, Io premier

ROMA. – In attesa della vera partita che si giocherà sulla nuova legge elettorale, Matteo Salvini torna ancora una volta ad attaccare Silvio Berlusconi. Che tra i due la convivenza sia sempre più ‘forzata’ non è un mistero, così come le distanze sul futuro centrodestra e sui rispettivi ruoli che i due leader immaginano.

Il Cavaliere spera nella sentenza della Corte dei diritti di Strasburgo per recuperare la sua agibilità politica e, nell’immediato, ha intenzione di condurre in prima persona le trattative sulla legge elettorale sperando in un’intesa che gli consenta (magari con una legge proporzionale) di poter rompere ufficialmente con gli alleati, correre alle elezioni da solo e ipotizzare delle larghe intese successivamente.

Una strategia, quella studiata ad Arcore, che non piace al leader della Lega Nord, convinto non solo che si debba andare al voto il prima possibile, ma soprattutto pronto a sfidare il Cavaliere sulla leadership del centrodestra: “Io sono per fare le primarie – ribadisce incontrando i giornalisti di buon mattino alla Camera – non è scritto nei dieci comandamenti che il candidato sia Berlusconi”.

Salvini sa perfettamente che la richiesta di scegliere il candidato premier con una consultazione popolare è un tema con cui il Carroccio può isolare Forza Italia nel caso in cui si arrivi ad una legge elettorale che preveda la necessità di correre con una coalizione. A chiedere le primarie infatti è anche la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni così come la maggior parte degli ex colleghi di partito del Popolo della Libertà come Raffaele Fitto.

E un invito a fare chiarezza sulle intenzioni di Forza Italia arriva anche dalla Meloni. La leader di Fratelli d’Italia sarà in piazza contro il governo sabato 28 gennaio. Una manifestazione a cui prenderà parte anche Salvini e che segnerà in un certo senso “uno spartiacque” sul futuro del centrodestra.

L’auspicio della leader di Fdi è che anche il Cavaliere sia presente: “Io – spiega – vorrei che ci fossero tutti, e spero che per Forza Italia sarà l’occasione per uscire da un equivoco: restare nella palude del Nazareno oppure in piazza col popolo a chiedere libertà e sovranità”.

Su una cosa però Meloni non ha dubbi: “Il centrodestra per come lo abbiamo conosciuto noi è finito, ed è finito da tempo. E’ necessario costruire una proposta politica completamente nuova”.

A blindare il ruolo di Berlusconi ci pensano ovviamente i parlamentari azzurri: “Se si vuole vincere e non partecipare per perdere, ci vuole un leader che possa rappresentare la maggioranza degli italiani che è composta da moderati e da liberali, non da lepenisti. Per questo – mette in chiaro Elvira Savino – la leadership di Berlusconi è scritta non nella tavola dei dieci comandamenti, ma nei fatti”. Parole a cui fa eco Renato Brunetta convinto che “ancora una volta sia Berlusconi il migliore interprete della sintesi delle pluralità del centrodestra”.

(di Yasmin Inangiray/ANSA)