Dieselgate non ferma Fca. Nessuna frode, e le vendite volano

Sergio Marchionne: "Passate di peggio"

TORINO. – Fca non cambia rotta. Alle accuse Usa sulle irregolarità nei dispositivi di controllo delle emissioni installati sui modelli diesel Jeep e Dodge e agli attacchi tedeschi, l’azienda risponde con i numeri. Le vendite di auto volano in Europa e il gruppo ‘doppia il mercato’, mentre Sergio Marchionne rientrato due giorni fa a Torino chiude i conti del 2016 in vista del cda del 26 gennaio.

L’amministratore delegato di Fca ha detto a caldo e ha ribadito in questi giorni ai suoi collaboratori che neppure un’eventuale multa negli Stati Uniti impedirebbe al gruppo di raggiungere gli ambiziosi obiettivi del piano industriale e finanziario al 2018.

“Nessun impatto sui nostri programmi”, afferma con convinzione Marchionne. Il manager italocanadese continua a ripetere che da parte del gruppo non ci sono state frodi, non c’è stato alcun tentativo di aggirare le regole ma al massimo “errori tecnici nell’omologazione”. Il caso di Fca quindi non ha niente a che vedere con quello di Volkswagen. E’ la cosa che gli dà più fastidio la possibilità che qualcuno metta in discussione la moralità dell’azienda perchè – dice – tutto è stato fatto sempre alla luce del sole.

In questi giorni, intanto, è già iniziato, con i primi incontri in Michigan e in California, il confronto con le autorità Usa sulle proposte per il piano di omologazione del 2017 di modelli Fca. Se verranno accettate, le nuove regole potrebbero servire anche a risolvere i problemi relativi al software dei modelli degli anni precedenti.

In Europa – dove le auto vendute nel 2016 sono state più di 15 milioni, con il gruppo Volkswagen che nonostante il ‘dieselgate’ mantiene la leadership, seguito dalla francese Renault – Fca chiude con 977.594 immatricolazioni, il 14,4% in più del 2015, un incremento molto maggiore di quello del mercato (+6,5%).

Le vendite del gruppo italoamericano sono aumentate in Italia (+17,1%), in Germania (+19,3%), in Francia (+14,9%), in Spagna (+29,4%), in Belgio (+6,8%), in Austria (+21,4%) e in Polonia (+25,1%). Tutti i marchi del gruppo crescono di valori superiori a quelli del mercato: Jeep +19%, Alfa Romeo +16,5%, Fiat +13,6% e Lancia +9%. La quota del gruppo sale dal 6,2 al 6,7%. Panda e Cinquecento dominano il segmento A, la 500X è stabilmente tra le più vendute del suo segmento ocn vendite in crescita di oltre il 42% rispetto al 2015.

Bene Fca anche a dicembre: 72.280 auto Fca vendute, con una crescita del 13,4% a fronte di un incremento del mercato del 3,2%. L’azienda recupera anche a Piazza Affari, dove il titolo guadagna l’1,02% mentre la holding Exor segna +1,55%. Lo scontro fra Italia e Germania con il rimpallo di accuse su Fca terrà domani banco nell’incontro a Berlino tra la cancelliera Angela Merkel e il premier Paolo Gentiloni.

Intanto intervengono i sindacati. La Uil e la Uilm della Basilicata invitano il ministro tedesco ai Trasporti, Alexander Dobrindt e i rappresentanti della Commissione europea a visitare lo stabilimento Fca di Melfi (Potenza), dove si producono i modelli Fiat 500X e Jeep Renegade “per testarne la qualità”.

(di Amalia Angotti/ANSA)

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