Risparmio: gli italiani tra gli ultimi per cultura finanziaria

Pubblicato il 18 gennaio 2017 da ansa

ROMA. – Inflazione, tasso di interesse, capitalizzazione composta, diversificazione del rischio: solo un italiano su tre conosce almeno tre di questi “concetti base”. Il dato è di questo scenario “poco lusinghiero” è “confermato” dal primo censimento delle iniziative messe in campo in Italia per diffondere l’educazione finanziaria.

Servirebbero “livelli di alfabetizzazione finanziaria spesso superiori a quelli attualmente disponibili in larghi strati della popolazione”; invece, il “livello di cultura finanziaria degli italiani” è “tra i più bassi riscontrati nelle economie avanzate per adulti e studenti”, sottolinea la rilevazione promossa dalle Autorità di Vigilanza (Banca d’Italia, Consob, Covip e Ivass) con il Museo del Risparmio, la Fondazione per l’educazione finanziaria ed al risparmio e la Fondazione Rosselli (d’intesa con i ministeri dell’Economia e dell’Istruzione).

Il rapporto “documenta la frammentazione” delle iniziative, molte “con un numero di partecipanti modesto” e “solo poche” con “un significativo impegno economico”.

“Non sono mancati gli sforzi di tutti, non mancano le iniziative, è mancato il coordinamento”, avverte il vicedirettore generale della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini. Una risposta, auspica, può arrivare dalle iniziative legislative all’esame del Parlamento.

Pesa “l’assenza di un quadro nazionale che definisca in modo unitario fabbisogni formativi, priorità, criteri di intervento”. Per il triennio 2012-14 sono state censite 206 iniziative, promosse da 256 soggetti. In quasi i due terzi dei casi i programmi hanno coinvolto nel triennio meno di 1.000 persone; solo una iniziativa su dieci si è rivolta a più di 10.000.

Il rapporto cita il sondaggio del 2014, di Standard & Poor’s: “Nel confronto internazionale gli italiani sono tra gli adulti meno preparati”. Quanto ai giovani, l’indagine Ocse-Pisa 2012 mostra che hanno “conoscenze economico-finanziarie inferiori a quelle dei coetanei stranieri”; per alfabetizzazione finanziaria dei quindicenni “l’Italia occupa il penultimo posto”.

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