Rigopiano: valanga killer, le vittime sono tutte morte sul colpo

PESCARA. – Manca solo il funerale di Faye, poi il destino delle 29 salme sarà concluso. Ma per la cerimonia che riguarda il 30enne tuttofare senegalese dell’hotel Rigopiano, Faye Dame, c’è da attendere: la sua è l’unica bara della tragedia rimasta ancora all’obitorio di Pescara, per il semplice motivo che deve ancora essere trasportata in Senegal.

La famiglia ha infatti deciso che il vero funerale si terrà nel paese africano. Del trasporto e delle pratiche burocratiche se ne sta occupando il Consolato ad Ascoli Piceno. Intanto a breve a Montesilvano (Pescara) la comunità senegalese farà una cerimonia per ricordarlo: zio e fratello, che hanno riconosciuto il corpo, stanno contattando un imam per questa specie di funerale anticipato, previsto forse per dopodomani.

Nel frattempo da palazzo di giustizia a Pescara filtra la notizia che Faye e le altre 28 vittime della valanga del 18 gennaio sarebbero quasi tutte morte sul colpo. La rapidità e la forza con cui si è abbattuta la valanga non ha lasciato scampo a clienti e personale. A quanto emerso, chi non è morto nell’immediato non è sopravvissuto alla valanga per lungo tempo.

I medici legali hanno 60 giorni di tempo per consegnare le autopsie, ma sarebbe già evidente che le morti sono giunte quasi tutte in un breve lasso di tempo. Traumi, asfissia, schiacciamento, concause che quasi all’istante hanno prima tramortito facendo perdere conoscenza poi ucciso le vittime rapidamente.

Delle 29 vittime fanno parte però anche Gabriele D’Angelo e Alessandro Giancaterino, cameriere e maitre dell’hotel: secondo il medico legale di parte Domenico Angelucci di Chieti, che ha assistito all’autopsia di Gabriele, i due sarebbero invece morti per assideramento come prima e principale causa.

Come hanno raccontato i soccorritori, i corpi sono stati trovati quasi tutti con danni evidenti, colpiti, trascinati dalla valanga e dai detriti in modo violento ‘con una forza inaudita’, hanno spiegato. Ciò comporta un lungo lavoro di autopsia e quindi non è escluso, si apprende a palazzo di giustizia, che i periti possano prolungare il loro lavoro oltre i tempi stabiliti, visto che devono attendere i risultati di prelievi e analisi.

Le indagini intanto vanno avanti soprattutto sul fronte della ricostruzione del quadro normativo, delle responsabilità e della filiera di comando con l’ascolto di vari dirigenti pubblici. Dopo il sindaco di Farindola, è stato il turno di funzionari regionali.