La disoccupazione dei giovani oltre il 40%, più over 50 al lavoro

La grande scritta 'Lavoro' durante il corteo della Fiom Cgil a Milano, 5 dicembre 2012. ANSA/STEFANO PORTA
La grande scritta ‘Lavoro’ durante il corteo della Fiom Cgil a Milano, 5 dicembre 2012. ANSA/STEFANO PORTA

ROMA. – Occupazione e disoccupazione stabili a dicembre rispetto a novembre mentre su base tendenziale si conferma l’andamento registrato negli ultimi mesi con il calo degli inattivi (-478.000) e la crescita degli occupati (+242.000 unità) insieme a quella dei disoccupati (+144.000).

Il tasso di disoccupazione complessivo si fissa al 12%, ai massimi da giugno 2015, mentre quello dei giovani tra i 15 e i 24 anni torna sopra quota 40% al 40,1%. Il dato italiano sulla disoccupazione, oltre a essere in crescita rispetto all’anno scorso (+0,4 punti su dicembre 2015), è molto superiore a quello medio dell’area Euro (9,6%, in calo di 0,9 punti su dicembre 2015).

Tra il 2008 e il 2016 il tasso di disoccupazione nell’area Euro (nel 2008 era a 15 Paesi) è cresciuto dall’8% al 9,6% ma nello stesso periodo il tasso in Italia è quasi raddoppiato passando dal 6,8% al 12%. Questo è dovuto alla crisi economica ma anche alla crescita della partecipazione al mercato del lavoro in Italia (anche a causa della riforma delle pensioni che ha bloccato le uscite) che a fronte della scarsa occupazione si tramuta in disoccupazione.

Gli occupati registrati a dicembre erano 22.783.000, in aumento di 1.000 unità su novembre e di 242.000 su dicembre 2015. Nel mese i disoccupati erano 3,1 milioni in aumento di 9.000 unità su novembre e di 144.000 unità su dicembre 2015. Gli inattivi diminuiscono di 15.000 unità su novembre e di 478.000 su dicembre 2015 fissando il tasso di inattività nel mese al 34,8%, ai minimi storici. Il tasso di occupazione è stabile al 57,3%.

A dicembre si sono esauriti gli incentivi sulle assunzioni a tempo indeterminato (seppur inferiori a quelli del 2015 prevedevano comunque un taglio del 40% sui contributi previdenziali) ed è possibile che a gennaio ci sia quindi una frenata sulle assunzioni.

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti ha commentato i dati sottolineando la crescita degli occupati rispetto a febbraio 2014 (data di insediamento del Governo Renzi) di oltre 600.000 unità. A dicembre si registra una frenata degli occupati tra gli over 50 (-23.000) che però su base annua si confermano, anche grazie agli effetti demografici) il gruppo con l’aumento più rilevante (+410.000 unità).

L’occupazione della fascia dei giovanissimi è sostanzialmente ferma mentre segnali positivi arrivano dai 25-34enni con +46.000 unità su novembre (magari anche grazie agli incentivi). Tra i 35-49 anni si registrano 149.000 occupati in meno su base tendenziale anche a causa dell’effetto demografico con un numero consistente di baby boomers scivolati nella fascia degli over 50.

Il tasso di occupazione nella fascia 35-49 anni è al 72,4% in calo su base annua di 0,1 punti. L’occupazione cresce nel lavoro dipendente (+52.000 unità), soprattutto a termine (+46.000 unità) mentre diminuisce tra gli indipendenti (-52.000). I sindacati esprimo preoccupazione per la crescita della disoccupazione, soprattutto giovanile e chiedono al Governo una svolta sul fronte del lavoro.

“Il lavoro dei giovani – afferma la leader Cisl, Annamaria Furlan – deve diventare la priorità del Governo, delle forze economiche e sociali e di quanti hanno responsabilità istituzionali a tutti i livelli”.

“Non abbiamo bisogno di andare presto alle urne – insiste il numero uno della Uil, Carmelo Barbagallo – ma di dare presto risposte ai giovani disoccupati”. La Cgil sottolinea che la disoccupazione giovanile è la vera emergenza sociale del Paese e ribadisce la necessità di un piano straordinario per l’occupazione.