Cnn, jihadisti festeggiano il bando contro i migranti islamici

Attentato a Bruxelles
Attentato a Bruxelles

ROMA. – Una specie di ‘regalo’ all’Isis: l’ordine esecutivo del presidente Donald Trump che sbarra le porte degli Usa a sette Paesi a maggioranza islamica potrebbe rappresentare un valido strumento per i jihadisti impegnati a reclutare nuovi militanti e a diffondere la loro propaganda antioccidentale. Lo affermano ex jihadisti citati dalla Cnn e altri media, così come diversi esperti e uomini politici.

Sui social media frequentati da simpatizzanti dell’Isis, nota Der Spiegel, si moltiplicano commenti del tipo: il bando “è la migliore pubblicità per l’Islam”. Il magazine tedesco riporta anche un messaggio in cui Anwar al-Awlaki – l’imam americano e alto esponente di al Qaida ucciso nel 2011 da un drone Usa nello Yemen – profetizzava che “l’Occidente si rivolgerà un giorno contro i cittadini musulmani” e “l’America diventerà un Paese di discriminazione religiosa”. Un simpatizzante dell’Isis, nota lo Spiegel, ha scritto su un social media: “quando Donald Trump dice di non volere immigrati musulmani da Paesi musulmani, mi vengono in mente proprio quelle parole”.

L’ordine di Trump che blocca l’accesso negli Usa da Iran, Siria, Iraq, Sudan, Somali, Libia e Yemen rafforza la narrativa dello Stato islamico, secondo quanto ha detto alla Cnn un ex foreign fighter chiamato Abu Abdallah. Il bando, ha detto, “può essere utile alla loro propaganda, per convincere chi è in dubbio che questa è una guerra all’Islam e a tutti i musulmani”.

Un altro ex jihadista dello Jabhat al Nusra, chiamato Abu Obaida, britannico, sostiene dal canto suo che la divisione che si sta creando tra i i musulmani che vivono in occidente e i loro governi è proprio ciò che vuole l’Isis, e a sua volta fa riferimento al defunto imam ucciso in Yemen. “Sui social media ci sono attualmente un sacco di persone che ricordano e citano Anwar al Awlaki”, afferma.

Sulla rete di canali pro-Isis Telegram, la misura decisa da Trump viene descritta come “benedette”, con un riferimento implicito all’invasione dell’Iraq del 2003, che veniva definita “invasione benedetta”, riferisce sullo stesso argomento l’Independent.

Il bando interviene “sull’idea dello scontro tra civiltà, che serve ai jihadisti globali come il carburante, per sostenere che gli americani sono contro di loro, che l’occidente è contro di loro”, ha detto allo stesso giornale Renad Mansour, del think-tank britannico Chatham House.

E si tratta di una visione condivisa anche nel mondo politico. Secondo il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, decisioni come il bando dei visti “innescano ansia e rabbia diffuse, che possono facilitare la propaganda delle organizzazioni terroristiche che tutti noi vogliamo combattere”. Anche il senatore americano John McCain parla di un argomento utile alla propaganda dell’Isis, mentre il ministro degli esteri iraniano Javad Zarif sostiene che la decisione di Trump “verrà registrata dalla storia come un grande regalo agli estremisti e ai loro sostenitori”.