Quasi pronto il movimento di sinistra, 50 in Parlamento

Roberto Speranza
Roberto Speranza

ROMA. – Giornate frenetiche di riunioni e incontri ma il movimento, nato dall’addio di Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema al Pd, sta per mollare gli ormeggi. Domani o sabato Roberto Speranza annuncerà la nascita dei nuovi gruppi parlamentari, l’avamposto, nelle intenzioni dei creatori, di un partito che alle prossime elezioni punterà a prendere i voti dei delusi di sinistra del Pd.

La campagna acquisti non è ancora conclusa ma, secondo i bersaniani, i numeri per i gruppi ci sono tutti: 37 deputati – 20 bersaniani e 17 ex Si – e 13 senatori tutti usciti dal Pd. Più che i numeri, assicurano i fuoriusciti dem, che conquistano alla causa anche il viceministro degli Interni Filippo Bubbico, il nodo è il nome del ‘cosa rossa’ che nascerà ed il simbolo.

Enrico Rossi vorrebbe un richiamo “al tema del lavoro, dei diritti, del lavoro che manca” ma ognuno dice la sua. E alla fine, anche alla luce del fatto che nome e simbolo avranno già il battesimo alle amministrative, si è deciso prima di trarre il dado di fare alcune verifiche di gradimento sulle varie ipotesi. Scartata l’idea di “Democratici e progressisti”, per il richiamo nell’acronimo a Democrazia proletaria, qualcuno ha accarezzato “democratici e socialisti” che ricorderebbe i Ds ma gira ancora l’idea di “Uguaglianza e libertà”. Il nome potrebbe anche essere rinviato alla prossima settimana quando sarà nominato il coordinamento del nuovo soggetto politico della sinistra in vista del primo evento pubblico a marzo.

Quanto ai numeri, i bersaniani respingono con forza come illazioni la tesi di defezioni e difficoltà sui numeri: è vero che Giorgis e Giuseppe Lauricella hanno deciso di restare nel Pd ed il giovane Enzo Lattuca dice che “rifletterà fino all’ultimo”, è il ragionamento, ma non ci sono dubbi sulla creazione dei gruppi sia a Montecitorio sia al Senato.

Arturo Scotto e Alfredo D’Attorre, elencando i 17 ex di Sinistra Italiana che aderiranno al nuovo gruppo, hanno evidenziato che sarà la maggioranza del gruppo. Ma i bersaniani sono al lavoro per arrivare a quota 20 ed avere la golden share. Anche perchè il primo scoglio politico sarà determinare come atteggiarsi rispetto al governo Gentiloni, di cui Bersani non ha mai nascosto di essere sostenitore anche con l’obiettivo di traghettare il Parlamento fino a fine legislatura. E dare il tempo al nuovo partito di sinistra di organizzarsi.

“Ci metteremo al lavoro per costruire un’agenda comune con cui incalzare il governo e non è da escludere che su alcuni punti si possa arrivare a trovare una condivisione che allarghi l’ambito di sostegno al governo”, ha chiarito D’Attorre smussando la rigida opposizione precedente rispetto alle scelte del governo.

(di Cristina Ferrulli/ANSA)