La furia di Trump contro i suoi: “Siete degli incapaci”

Pubblicato il 06 marzo 2017 da ansa

NEW YORK. – “Così incazzato Donald non l’ho mai visto”: è l’amico Cristopher Ruddy, patron del magazine online Newsmax con sede a West Palm Beach, a svelare il clima ad altissima tensione dell’ultimo fine settimana nella ‘Casa Bianca d’inverno’ di Mar-a-Lago, in Florida. Trump è così infuriato che nemmeno l’amatissima figlia Ivanka e il genero Jared Kushner riescono a calmarlo, e a frenare quella tempesta di tweet contro Barack Obama che scatena l’ennesimo pandemonio.

Solo Steve Bannon, il suo controverso stratega, sembra riuscire nell’intento di tranquillizzarlo con lunghissime chiacchierate a porte chiuse. E sarebbe proprio Bannon a fomentarlo nell’attacco senza precedenti all’ex presidente, accusato di aver spiato i telefoni della Trump Tower.

Il tycoon viene descritto da chi lo ha visto negli ultimi giorni fuori di sé: “Si aggirava alla Casa Bianca e poi a Mar-a-Lago come un pazzo”. Ce l’ha soprattutto con i suoi, ai quali più volte negli ultimi giorni avrebbe dato degli incapaci, senza risparmiare improperi e parolacce. Incapaci per come non hanno saputo gestire gli ultimi sviluppi dell’imbarazzante ‘Russiagate’, che gli hanno rovinato quello che finalmente sembrava il suo momento.

Anche molti detrattori, infatti, per la prima volta avevano riconosciuto dietro al suo discorso di martedì in Congresso i toni di un vero presidente. Per non rovinare l’attimo Trump aveva persino deciso di rinviare la firma del ‘bando bis’ su immigrati musulmani e rifugiati. Invece niente, tutto oscurato dal caso del segretario alla giustizia Jeff Sessions, esploso mercoledì sera.

E poi giovedì il patatrac, con la decisione del ministro di astenersi dalle indagini in corso sui possibili legami tra Mosca e la campagna di Trump. Decisione che ha spiazzato tutti alla Casa Bianca, dove tutti erano all’oscuro. E che il presidente ha appreso dopo aver difeso Sessions e mentre illustrava su una portaerei il suo piano per rifare grande le forze armate americane. “Ma come – avrebbe detto – io lo difendo pubblicamente e poi cediamo alle pressioni?”.

La sua rabbia è esplosa venerdì mattina, al ritorno a Washington, quando ha convocato tutti nello Studio Ovale. Chi era nella West Wing parla di un vero e proprio scatto d’ira del presidente. Non ha risparmiato quasi nessuno, furioso per i disaccordi interni al suo staff e frustrato per l’incapacità della sua amministrazione di cominciare a dare attuazione alla sua agenda.

Con l’ossessione del confronto con Barack Obama – raccontano i testimoni – che non gli dà pace. Partito per la Florida ha maturato l’attacco senza precedenti al suo predecessore con lo scopo di distogliere l’attenzione dal ‘Russiagate’. Influenzato – raccontano i ben informati – dalla teoria complottista del ‘deep state’ che Bannon in questi giorni gli ripeterebbe costantemente, per convincerlo come la sua presidenza sia accerchiata e minacciata da forze politiche oscure e da ambienti ostili nel mondo della burocrazia, dell’intelligence e dei media.

E con chi a Palm Beach – al circolo del golf o a cena nel resort – cercava di farlo ragionare, Trump ha tagliato corto: “Vedrete che ho ragione io. Su Obama verrà fuori tutto”.

(di Ugo Caltagirone/ANSA)

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