L’Ue a più velocità approda al vertice, appelli all’unità

Pubblicato il 07 marzo 2017 da ansa

Ue in crisi: Spagna, Germania, Francia e Italia si mettono sulla corsia preferenziale.
Photo by Henri Szwarc/ABACAPRESS.COM 584902 Versailles

BRUXELLES. – “Il nome del nuovo bambino che nascerà a Roma dovrà essere Unità e non Multivelocità”. E’ il messaggio che Donald Tusk, il presidente del Consiglio europeo contestato dalla sua Polonia, porterà al tavolo del vertice di giovedì (a 28) e venerdì (a 27) che si aprirà proprio con la spinosa questione del rinnovo del suo mandato. Merkel, Hollande, Gentiloni e Rajoy proprio a Versailles hanno avallato l’idea di un’Europa che nel futuro potrà avere velocità diverse, in modo che i più recalcitranti non possano frenare chi vuole andare avanti più velocemente.

Ma il processo per individuare la forma della Ue del futuro comincerà a Roma, con la Dichiarazione in occasione del 60/o anniversario del primo Trattato europeo, e di fatto si concluderà solo al vertice di dicembre, una volta superati gli ostacoli delle elezioni in Olanda, Francia, Germania e Repubblica Ceca.

E secondo l’interpretazione di fonti vicine a Tusk, la prospettiva di un’Europa a velocità multiple “è un avvertimento a tutti noi” sul rischio che l’Europa si può disintegrare se non viene ribadito il principio che “i 27 prendono la responsabilità di continuare l’integrazione dopo la Brexit”.

Per iniziare, dopo il simbolico passo della creazione del primo comando militare unificato, l’Ue può cercare di crescere nell’Unione per la difesa e la sicurezza. Ma certamente non c’è accordo in vista sulla revisione del sistema di asilo e del regolamento di Dublino, né i paesi dell’est a cominciare dall’Ungheria fanno aperture sulla ricollocazione dei rifugiati.

Quindi i leader cercheranno di trovare un terreno comune nella ‘dimensione esterna’ dei problemi dell’immigrazione, con i migration compact e gli accordi di riammissione che la Ue dovrebbe poter negoziare con i paesi terzi. Intanto ha varato il regolamento per stringere i controlli alla frontiera esterna, che riguarderanno tutti – compresi i cittadini europei – sia in entrata che in uscita, mentre chi arriva da paesi senza obbligo di visto dovrà compilare la dichiarazione Etias.

Teoricamente centrato sui temi economici, nell’anno decisivo per l’Unione, il summit ascolterà la relazione di Mario Draghi sulla situazione che appare in miglioramento (Eurostat ha appena certificato che per la prima volta in 10 anni tutti i 28 crescono) e che la disoccupazione cala.

Il tema sarà quello di individuare la via per consolidare la crescita, ma il messaggio principale sarà politico ed essenzialmente rivolto a Washington: in “tempi di protezionismo crescente” la Ue resta “paladina del libero commercio” e punta sia all’attuazione del Ceta col Canada sia alla chiusura dell’accordo col Giappone (“possibile entro il 2017”), ma “non sarà naif”.

E quindi i leader chiederanno di fare passi avanti nelle misure di “difesa commerciale”. Nella cena a porte chiuse i 28 cercheranno di coordinare le azioni bilaterali per disinnescare la polveriera dei Balcani Occidentali, sapendo che in molti paesi (a cominciare dalla Serbia, col 95%) gli investimenti esteri vengono in larghissima maggioranza dagli stati membri.

Ma il vertice sarà aperto con l’elezione del Presidente del Consiglio europeo per la seconda metà del mandato quinquennale. Donald Tusk è appoggiato dalla Germania ed anche l’Italia, stando a quanto indicato da Gozi, è a favore “del largo consenso” per il polacco. Che invece è stato ‘sfiduciato’ dal governo di Varsavia, guidato dall’arcinemico Jaroslaw Kaczynski, leader del Pis che lo considera moralmente responsabile della morte del fratello gemello Lech, il presidente che morì nell’incidente aereo di Smolensk ad aprile 2010. La Polonia ha candidato l’eurodeputato Jacek Saryusz Wolski ed ha formalmente chiesto che questi possa presentare il suo programma ai leader. Ed è pronta a sfidare Berlino, che invece sostiene Tusk senza esitazioni.

(di Marco Galdi/ANSA)

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