Addio a voucher e referendum. Gentiloni: “Ora nuove norme “

Pubblicato il 17 marzo 2017 da ansa

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni (S) e il ministro del Lavoro Giuliano Poletti a Palazzo Chigi durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri, Roma, 17 marzo 2017. ANSA/GIUSEPPE LAMI

ROMA. – Addio ai voucher e al referendum, in coppia con il quesito sugli appalti, promosso dalla Cgil, che incassa il successo. Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che cancella i buoni lavoro – quelli già acquistati fino all’entrata in vigore saranno utilizzabili fino al 31 dicembre 2017 – e ripristina “integralmente” la responsabilità solidale del committente con l’appaltatore e gli eventuali subappaltatori per garantire le tutele dei lavoratori.

I due temi oggetto del referendum convocato il 28 maggio e destinato così a saltare. L’ultima parola sarà comunque della Cassazione, a cui spetta la decisione ufficiale e finale. “Nel momento in cui sarà legge, lo considereremo un grande risultato” visto che quello tracciato dal decreto è “esattamente l’obiettivo che ci siamo proposti con i quesiti referendari”, ha commentato la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso.

Con l’abrogazione dei voucher, il governo si prepara a mettere in campo nuove norme: “Useremo le prossime settimane – ha spiegato il premier Paolo Gentiloni, al termine del Cdm – per una regolazione seria del lavoro saltuario e occasionale”, aprendo “un confronto” con le parti sociali ed il Parlamento.

Perché “avevamo la risposta sbagliata ad una esigenza giusta”, ha detto ancora il presidente del Consiglio spiegando di aver agito “nella consapevolezza” che l’Italia “non aveva certo bisogno nei prossimi mesi di una campagna elettorale” su questi temi e “nella consapevolezza che la decisione è coerente con l’orientamento maturato nelle ultime settimane in Parlamento”.

E, ha proseguito, “dividere il Paese tra chi demonizza i voucher e chi ne voleva circoscrivere i limiti sarebbe stato un errore e un danno per l’Italia”. Così, invece, “si libera il tavolo da una discussione ideologica che non ci avrebbe aiutato e conferma il nostro impegno per regolare in modo moderno e avanzato il mercato del lavoro”.

E’ questo il tema “vero”, ha detto anche il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, rimarcando la linea di azione dell’esecutivo: “Non è previsto un cambio di passo nelle politiche del governo sul lavoro, perché il voucher non era materia del Jobs act”, è “improprio” collegarli, “affrontiamo un tema che doveva essere affrontato”.

Poletti ha respinto anche le voci di chi parla di vittoria per la Cgil e di sconfitta per il governo: “Non era in campo una gara”. E sulla posizione espressa dai ministri di Ap, contraria all’abrogazione dei voucher, il ministro si è limitato a far notare che il decreto “è stato votato”.

Un voto, però, che appunto non trova il pieno consenso né nel fronte politico, né sindacale-imprenditoriale. Anzi. Contrarie si sono dette Confindustria, Confcommercio, Confapi, che hanno parlato di “scelta sbagliata”. Molto critica anche la Cisl, secondo cui la decisione di eliminare i voucher è “tutta politica ed incomprensibile dal punto di vista del merito”. La Uil sottolinea, invece, come occorra subito “trovare una soluzione” per regolare le attività occasionali (per studenti, pensionati, disoccupati) e per questo “ora vogliamo puntare a un accordo con il governo”.

Pronto a dare battaglia il presidente della commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, che parla di una scelta “gravissima e inaccettabile. Ora decide la Cgil per tutti. Non voterò mai questo decreto”. Con la cancellazione dei voucher “siamo passati dall’abuso indiscriminato a zero per paura della Cgil”, dice il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, e “il risultato è il lavoro nero”.

Un rischio, questo, sottolineato da più parti, da Forza Italia a Scelta civica. No anche dall’ex ministro del Lavoro, Elsa Fornero: “Eliminare i voucher è sbagliato, mi sembra un’operazione dettata dalla paura. La necessità di regolare il lavoro occasionale c’è, con o senza voucher”. Mentre l’M5S parla di “piroetta alla Nureyev” del Governo. Resta in campo il fattore tempo. “Certo noi pensiamo che bisogna convertire presto” il decreto in legge, dice Poletti.

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