Letta sosterrà il candidato di unità. Renziani, tifa per Orlando

Pubblicato il 20 marzo 2017 da ansa

Letta e Renzi, passaggio delle consegne

ROMA. – Tende ad escludere un suo ritorno in politica ma, a differenza di Romano Prodi, che ha già chiarito che non si schiererà alle primarie, Enrico Letta prende in considerazione di scegliere il suo candidato alla leadership del Pd. “Vedremo chi farà un discorso di unità del centrosinistra e chi un discorso europeista e non populista”, è l’identikit dell’ex premier.

“Fa il tifo per Orlando perchè spera di essere richiamato a Palazzo Chigi se salta tutto”, non hanno dubbi i renziani convinti, però, alla luce dei sondaggi, che l’ex leader dem vincerà con ampio margine sia sul Guardasigilli sia su Michele Emiliano.

Con l’occasione dell’uscita del nuovo libro, Letta torna nel salotto di Bruno Vespa. E, pur con pacatezza, si toglie qualche sassolino, senza mai nominare Renzi. “A me si rimproverava che con noi al governo Grillo andava a nozze, alla fine di questa legislatura Grillo è ai massimi”, è la stoccata contro chi accelerò la fine del suo governo. Di acqua ne è passata sotto i ponti, l’ex premier dice di considerare ormai la politica “un tempo della vita e non la vita” ma non intende rinunciare alla sua passione europeista.

Per questo sprona a mettere mano quanto prima alla legge elettorale perchè “con il proporzionale puro si torna indietro di 25 anni” con il rischio di uno scenario spagnolo senza vincitori e di un’Italia tagliata. Letta, però, non sembra aver ancora perso del tutto l’interesse per la vita interna del Pd.

“A seconda del dibattito vedrò se e chi votare” premette uno dei padri fondatori dell’Ulivo, aggiungendo poi che la sua preferenza al congresso andrà per chi crede ancora nell’unità del centrosinistra e per chi “non usa l’Europa come una clava, in modo populista”.

Profilo che non lascia dubbi ai renziani: Letta, sono convinti gli uomini dell’ex segretario dem, si schiererà per Orlando, che dichiara intenzioni unitarie, con l’obiettivo, spiegano, di fargli scalare il Pd, ricomporre la scissione con Bersani e tornare al centrosinistra.

“Un scenario da nostalgici”, maliziano i renziani che non escludono mire di Letta per un bis a Palazzo Chigi in caso di uno scenario da larga coalizione. Scenari futuri che saranno anche legati alla legge elettorale. Il confronto tra i partiti è fermo in attesa dell’esito del congresso dem.

Ma Andrea Orlando ed i suoi spronano a smuovere le acque invitando ad accantonare la scelta dichiarata del Pd per il Mattarellum “visto che gli altri non sono d’accordo”. Il modello proporzionale con un premio di governabilità, promosso dal Guardasigilli, è in realtà il punto di caduta immaginato da molti nel Pd, anche tra i renziani.

Ma per il momento le bocce restano ferme: Renzi non ha intenzione di caratterizzare la campagna congressuale con il “politichese” nè di aprire altri fronti prima del 30 aprile.

(di Cristina Ferrulli/ANSA)

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