“Cor Magis. Il bene comune” nell’Istituto Italiano di Cultura

CARACAS. – “Cor Magis. Il bene comune. Affreschi del Palazzo Pubblico di Siena”. È questo il titolo di una mostra che sarà inaugurata il 23 di marzo nell’Istituto Italiano di Cultura di Caracas, dove saranno esposte le copie degli affreschi di Ambrogio Lorenzetti della Sala dei Nove del Palazzo Pubblico della città toscana. Visita guidata e rinfresco.

Organizzata dalla Fondazione CDO del Venezuela e patrocinata dall’ambasciata Italiana a Caracas e dall’Istituto italiano di cultura (Iic), l’esposizione si protrarrà fino al 29 aprile e durante questo periodo sono previste le conferenze dell’ambasciatore Silvio Mignano dal titolo “Il Bene comune e l’Arte” il 30 di marzo alle 6:00 pm; di Franco Nembrini dal titolo “Dalla Persona al Bene Comune”, attraverso le opere di Dante Alighieri e Ambrogio Lorenzetti, il 3 aprile alle 6:00 pm; mentre il 20 di aprile sempre alle 6:00 pm sarà proiettato il cortometraggio “Imparare dalla Bellezza: la Politica” in cui Mariella Carlotti, curatrice dell’esposizione, ci racconta la storia e il significato di di questa serie di affreschi.

Durante il periodo di esposizione, sono previste visite guidate per permettere a tutti i visitatori di apprezzare uno dei cicli artistici più significativi dell’Italia del Trecento.

L’«Allegoria del Buono e del Cattivo Governo» di Ambrogio Lorenzetti è un grandioso ciclo di affreschi che l’artista realizzò, tra il 1337 e il 1339, nella Sala dei Nove del Palazzo Pubblico di Siena. Il ciclo è una delle prime opere di carattere totalmente laico che troviamo nell’arte del tempo. In pratica il partito allora al potere volle che l’artista rappresentasse da un lato l’Allegoria del Cattivo Governo con gli effetti che esso produceva (carestia, assassini, saccheggi, violenza, povertà, ecc.) dall’altro l’Allegoria del Buon Governo con i suoi effetti (città prospere, campagne coltivate, benessere, ricchezza, gioia, e così via). L’intento è ben chiaro: solo se l’amministrazione della cosa pubblica avviene su principi di giustizia sociale, il popolo trae beneficio dal governo pubblico.

La scelta di riprodurre queste raffigurazioni non è casuale ma vuole trasmettere un messaggio di pace e coesione sociale attraverso il coinvolgimento e la partecipazione di tutti gli attori della società. L’opera del Lorenzetti infatti ha un chiaro valore didascalico, confrontando l’allegoria del Buon Governo, dove i cittadini vivono nell’ordine e nell’armonia, con quella del Cattivo Governo dove si vede una città in rovina.