Cenda, il carrello della spesa costa 922mila bolívares

Pubblicato il 27 marzo 2017 da redazione

CARACAS – Il costo della vita, per l’ascensore; il salario, per le scale. Il primo veloce come un razzo, l’altro lentamente come una tartaruga. E’ quanto risulta dall’analisi del report mensile del Cenda-Fmv, (il “Centro de Documentación y Análisis Social” della “Federación Venezolana de Maestros”). Stando all’organismo, che analizza mensilmente l’andamento dei prezzi dei prodotti nel mercato, il carrello della spesa ha subito, nel mese di febbraio, un ulteriore accelerazione.
Ad una famiglia “tipo”, composta da cinque membri, la spesa mensile oramai viene a costare ben 922mila 625 bolìvares (284 euro se si calcola la moneta dell’Unione al tasso di cambio non ufficiale). Circa 23 salari. Da ricordare che il salario minimo è fissato, per legge, in 40mila 638 bolivares (12,50 euro mensili). Ad essere pignoli, il carrello della spesa, calcolato dal Cenda, equivale a 6 salari corredati dai rispettivi “cesta-ticket” (buoni per comprare generi alimentari e medicine che accompagnano lo stipendio, pur senza gravare sul calcolo dei contributi che l’azienda deve versare).
Il carrello della spesa, tra gennaio e febbraio è aumentato di ben 90mila 365 bolívares. Se si compara, poi, il costo del carrello della spesa di febbraio di quest’anno, con quello del 2016, l’incremento è stato del 421 per cento.
Né il controllo dei prezzi, che ha provocato una esplosione speculativa e alimentato la corruzione ad ogni livello, né la “bolsa clap” (insieme di alcuni alimenti e prodotti per l’igiene offerti dal governo a prezzo politico solo agli abitanti dei quartieri piú poveri), hanno evitato l’incremento del costo della vita. Non si conosce, perchè nè il governo nè la Banca Centrale lo hanno reso noto, il tasso d’inflazione ma analisti ed esperti in materia considerano che questa, nel 2016 è stata del 700 per cento e stimano che, alla fine dell’anno, possa raggiungere il 1600 per cento trasformandosi così ufficialmente in iper-inflazione.
La decisione di emettere banconote di maggiore denominazione monetaria, che tutt’oggi peró sono uccel di bosco, non è altro che il riconoscimento di una realtà che il governo continua a negare e, al non rendere disponibile il tasso d’inflazione, a nascondere.

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