Cassimatis porta Grillo in tribunale: “Riammettano la mia lista”

GENOVA. – Guerra aperta tra Marika Cassimatis, vincitrice delle ‘comunarie’ 5 Stelle poi esautorata da Beppe Grillo che l’ha scomunicata per favorire la lista Pirondini, e il leader M5s. In una giornata decisamente calda per i pentastellati, con tre gruppi che a Parma si contendono il simbolo, dopo l’addio del sindaco Pizzarotti che ha di fatto frantumato il M5s, e le parole di Vincenzo de Luca che da Napoli ha detto di veder “emergere atteggiamenti di vero squadrismo tra i Cinque Stelle”, l’annuncio di Cassimatis di aver fatto ricorso al tribunale civile per chiedere la sospensiva del voto on line nazionale e il reintegro della sua lista arriva giù come un masso.

Uno schiaffo a Grillo da parte della prof che, se il tribunale le darà ragione, lo costringerà a non avere un candidato giuridicamente rappresentativo del Movimento. Cassimatis si propone in conferenza stampa, la prima dopo giorni di silenzio, determinata ma emozionata: confonde il Tar con il tribunale civile quando annuncia un ricorso per chiedere “la sospensiva del voto on line nazionale e il reintegro della nostra lista”.

E conferma di aver chiesto più volte le carte che accusano lei e le persone nella sua lista: “In 10 giorni non ho avuto alcun contatto con Grillo o con lo staff” nonostante la “reiterata richiesta dei documenti”. Cassimatis va giù duro: “Il ‘fidatevi di me’ non esiste in nessuno Stato di diritto, nemmeno nella Repubblica delle Banane. A nessuno di noi è stato concesso il diritto alla difesa. Io e i candidati consiglieri che mi hanno sostenuto siamo offesi e diffamati da accuse non sostenute da alcuna prova oggettiva”.

Su questo, la ex vincitrice delle ‘Comunarie’ aveva già depositato querela al tribunale penale di Genova e con lei un giovanissimo sostenitore al quale sono giunte, via Facebook, alcune minacce. A lei, e ai componenti della sua lista, Grillo contesterebbe di aver danneggiato l’immagine del Movimento per aver simpatizzato con i fuoriusciti a Genova e con il sindaco di Parma Pizzarotti.

Cassimatis punta il dito sullo Staff, l’entità 5 Stelle con il compito di vagliare le candidature: “I nomi dei candidati consiglieri non erano noti a nessuno – ha detto -. Tra le persone che mi avevano votato poteva anche esserci un camorrista ma non io potevo saperlo. La responsabilità del vaglio delle candidature era dello Staff che ha avuto due momenti per controllarle. Ma anche se avessi avuto il voto di un camorrista il regolamento mi avrebbe consentito di ricusarlo. Pirondini, il candidato che ha perso le ‘comunarie’ ha pubblicato un post in cui chiedeva che venissero resi noti i nomi di chi mi ha votato perché potenziali cospiratori e traditori del Movimento. Forse che lui conosceva già i nomi della mia lista?”.

Il ricorso alla decisione di ‘scomunicare’ la professoressa verrà depositato domani. “Se il giudice lo accetterà – ha detto l’avvocato Lorenzo Borrè che sta preparando l’atto da depositare in tribunale per conto di Marika Cassimatis – escludo che Grillo possa non adeguarsi. Diversamente infatti, e sempre ipotizzando l’accoglimento delle istanze cautelari, la sospensione della delibera del 17 marzo comporterebbe sotto il piano giuridico che la persistenza nella decisione di candidare Pirondini significherebbe non ricondurre quella decisione, giuridicamente parlando, alla volontà del Movimento”. Ovvero, Grillo perderebbe il suo candidato.