A New York, Modena e Girona i miglior ristoranti al mondo

Massimo Bottura, Osteria Francescana, ritira il premio quale miglior chef europeo e secondo migliore del mondo a Melbourne © ANSA/Ansa
Massimo Bottura, Osteria Francescana, ritira il premio quale miglior chef europeo e secondo migliore del mondo a Melbourne © ANSA/Ansa

ROMA. – La doppietta è come il soufflé, non sempre riesce, anche ai migliori chef del pianeta. Massimo Bottura, al World’s 50 Best Restaurants tenutosi quest’anno a Melbourne in Australia, perde la corona di miglior chef al mondo e la passa a Daniel Humm dell’Eleven Madison Park Restaurant a New York, premiato anche come “Miglior chef del Nord America”.

Sembra una piccola scivolata quella del patron dell’Osteria Francescana a Modena, Bottura è secondo nella classifica che raccoglie il giudizio di 1.040 esperti internazionali da 26 aree culinarie, ed è stato premiato come “Miglior chef d’Europa”. Sul podio, al terzo posto, i fratelli Roca con El Celler de Can Roca, che per la qualità dell’ospitalità ricevono anche il premio Ferrari, consegnato dalla produttrice di Trentodoc, Camilla Lunelli.

La cerimonia di premiazione dei primi 50 ristoranti del mondo, la creme de la creme della ristorazione globale, è stata emozionante: sfilano 50 super eroi, ha detto il conduttore. Quando il cerchio si è stretto sulla top ten, che delinea una geografia di eccellenze negli Usa (1), Italia (1), Spagna (3), Francia (1), Perù (1), Thailandia (1), Perù (1), Austria (1), si è capito che l’alta cucina parla molto spagnolo e che il duello al vertice era tra Humm del Madison in 11 Madison Avenue, premiato lo scorso anno da Ferrari, e Bottura, patron e anima del ristorante modenese di Via Stella 22 a Modena.

Quest’anno l’ha spuntata il nordamericano, ma la premiazione si è conclusa con un abbraccio collettivo tra i primi tre talenti al mondo. I 50 Best sono diventati un evento itinerante: l’edizione australiana segue quella tenutasi a New York lo scorso anno, dopo la serie di premiazioni a Londra fin dal 2002.

Tra gli chef italiani, nella top 100 mondiale, l’Italia svela il volto più giovane dei suoi talenti ai fornelli, anche se manca una affermazione femminile. Conquista il 15/o posto Enrico Crippa di Piazza Duomo ad Alba; 29/o i fratelli Alajmo de Le Calandre a Rubano (Pd), scala dall’84/o al 43/o Niko Romito del Reale a Castel di Sangro (Aq); scivola dal 46/o al 59/o posto David Scabin del Combal Zero di Torino.

“L’ingresso del nostro ristorante Reale nella classifica dei World’s 50 Best è una grande soddisfazione – ha commentato Niko Romito -, che condivido con mia sorella Cristiana e con la mia squadra. È un riconoscimento che premia anche l’Abruzzo, la mia terra, che rivive costantemente nei miei piatti”.

Il bergamasco Umberto Bombana, col suo “Otto e mezzo” a Hong Kong, è al 60/o posto e vince il premio alla carriera. Premio Lavazza al Blue Hill di New York. Diners Club premia l’inglese Heston Blumenthal del The Fat Duck.

(di Alessandra Moneti/ANSA)

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