Trump spinge per dollaro debole, ma il mercato frena

Pubblicato il 13 aprile 2017 da ansa

NEW YORK. – Il dollaro ”sta diventando troppo forte” e questo ”causerà problemi”. Donald Trump gela la corsa del biglietto verde, della quale si sente ”in parte responsabile”. Il dollaro accusa subito il colpo e cala nei confronti delle principali valute. Ma dopo l’iniziale virata al ribasso recupera, con i trader che si riposizionano in vista della pausa di Pasqua e soprattutto per i timori sull’esito delle elezioni francesi.

”Il dollaro fluttua per vari fattori. Non mi preoccupa né un dollaro più forte né un dollaro più debole” taglia corto Jamie Dimon, l’amministratore delegato di JPMorgan. Le parole di Trump, affidate un’intervista al Wall Street Journal, sembrano finalmente chiarire la preferenza dell’amministrazione per un biglietto verde debole dopo mesi di dichiarazioni contraddittorie.

E in tema di contraddizioni, Trump rivede, con una netta retromarcia, le proprie posizioni sulla Fed e sulla Cina, ‘contraddicendo’ appunto le promesse della campagna elettorale. Il dollaro forte crea problemi con i paesi che manipolano le loro valute, spiega Trump. Ma fra questi, nonostante le ripetute accuse su cui ha basato la campagna elettorale, non c’è la Cina: non manipolano i cambi, dice assumendo.

La nuova posizione è legata all’incontro con il presidente cinese, Xi Jinping: un faccia a faccia per fare il punto sugli scambi commerciali e la Corea del Nord, due capitoli che Trump ha legato. Pechino, precisa Trump, potrebbe infatti spuntare un migliore accordo commerciale con gli Stati Uniti se Pechino aiuterà su Pyongyang.

Nella presidenza Trump potrebbe trovare posto anche Janet Yellen, presidente della Fed eredità di Barack Obama. Dopo averla investita di critiche e lasciato intendere un suo possibile ‘licenziamento’, Trump apre a una sua possibile riconferma. Ammettendo che è ancora ”troppo presto”, con il mandato di Yellen che scadrà alla fine del 2018, il presidente dice di rispettarla.

Alla base delle critiche i tassi bassi mantenuti dalla Fed. Anche su questo fronte il presidente sembra aver cambiato idea. ”Mi piace una politica dei tassi bassi, devo essere onesto”. Secondo gli analisti, le parole di Trump avranno degli effetti sui mercati nel lungo termine.

Il cambio di rotta contraddice molte delle sue promesse elettorali, e quindi mette in dubbio anche l’atteso taglio delle tasse e del piano di investimenti. Voce queste che hanno spinto le piazze finanziarie e sostenuto il dollaro e che, venendo a mancare, frenano i mercati. Wall Street sta per ora a guardare.

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