Corea del Nord: un milione di soldati, mille missili

PECHINO. – L’inizio della corsa nordcoreana al nucleare (e all’evoluzione delle tecnologie missilistiche) è degli anni ’90 e porta la firma di Kim Jong-il – il “caro leader” e padre dell’attuale “generale” Kim Jong-un scomparso nel dicembre 2011 – grazie al motto “i militari prima di tutto”.

Il primo test è del 2006, seguito da un altro nel 2009 e poi da quello del 2013, fino al passaggio strategico del 2016: prima con il successo rivendicato sull’uso della bomba all’idrogeno, poi in settembre con i progressi della “miniaturizzazione”, la creazione di un ordigno tanto piccolo da armare un missile intercontinentale in grado di raggiungere le coste Usa.

Le superpotenze atomiche coinvolte nell’area sono le più grandi: con un carico totale di 15.350 testate nel mondo, in base alle ultime stime della Federation of American Scientists, Washington e Mosca mantengono quasi 1.800 unità in stato di perenne allerta, pronte al lancio. Gli Usa spendono di più, ben oltre gli altri Paesi messi insieme, in ammodernamento continuo, e hanno quasi 7.000 testate contro le 7.300 della Russia, impegnata a “ringiovanire” gli armamenti sovietici. La Cina ne possiede 200-300 e Pyongyang, quanto a materiale atomico preconfezionato, una decina di ordigni.

Restano fuori dall’area, con pacchetti di 200-300 pezzi Francia e Gran Bretagna, e le rivali Pakistan e India (120-130 unità), mentre su Israele le stime sono vaghe. Completa gli assetti regionali il Giappone che, pur non essendo potenza nucleare, è in grado di controllare tutto il processo dell’arricchimento a uso civile e militare.

Atomiche a parte, si ritiene che la Corea del Nord abbia circa 5.000 tonnellate di armi chimiche. Per quanto riguarda i missili, Pyongyang possiede circa 1.000 missili balistici di vario tipo. La maggior parte a corto raggio, tutti però in grado di raggiungere la Corea del Sud.

L’arsenale di Scud è stato migliorato e circa 600 di questi missili sono nelle categorie Scud B, C e D, mentre più di 300 sono Nodongs, Scud aggiornati, con un alto arco di tiro, più difficili da intercettare ed in grado di trasportare testate con 1.000 chilogrammi di esplosivo.

Cinque i ‘rami’ che formano l’Esercito Popolare di Corea: esercito, marina, aeronautica, forze missilistiche strategiche e forze speciali. In tutto più di un milione di soldati in servizio attivo e circa 6 milioni di riservisti e paramilitari. Circa 180.000 soldati fanno parte delle Forze Speciali.

Il servizio militare è obbligatorio e ha inizio a 17 anni, dura circa dieci anni e dopo il congedo, gli uomini sono sottoposti a periodici richiami, fino all’età di 60 anni.

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