Nyt, Mosca cerca di interferire sul voto in Francia

Emmanuel Macron.
ANSA/IAN LANGSDON

PARIGI. – Dopo gli Stati Uniti, la Francia. Il quotidiano americano New York Times rilancia un tema allarmistico ricorrente degli ultimi mesi: l’ingerenza della Russia nelle elezioni presidenziali più importanti nel mondo per indirizzare i voti verso i candidati più graditi al Cremlino. In questo caso Fran‡ois Fillon, il candidato della destra che da quando è scoppiato lo scandalo dei presunti impieghi fittizi come assistenti parlamentari della moglie Penelope e di due dei suoi figli, è in calo nei sondaggi e nella popolarità.

Il Nyt ricorda le false notizie del mese scorso, con un sondaggio diffuso dal controverso giornale on line Sputnik che, in controtendenza con l’informazione francese, dà in testa proprio Fillon. Nel sondaggio pubblicato da Sputnik, Fillon risulta primo nelle intenzioni di voto dei francesi con il 24,4% contro il 22,3% di Emmanuel Macron, candidato del movimento centrista ‘En marche!’. Terzo risulta il leader della sinistra radicale ‘France Insoumise’ Jean-Luc Mélenchon col 19,9%. La presidente del Front National Marine Le Pen è quarta con il 16,3%.

Il sondaggio – precisa il sito russo – è stato fatto dal centro studi Brand Analytics “che sui social network e nei media raccoglie dati su compagnie, prodotti, persone e avvenimenti, definisce il tono dei messaggi e determina le tendenze”. Sempre secondo il Nyt, le ingerenze arriverebbero anche da un altro media che ha un sito in francese, Russia Today.

Pochi giorni fa il repubblicano Richard Burr, presidente della Commissione Intelligence del Senato Americano, aveva denunciato ‘manifeste interferenze’ della Russia nelle elezioni francesi e tedesche. Dopo l’incontro di Marine Le Pen con il presidente russo Vladimir Putin, Burr aveva dichiarato che “quello che potremmo valutare come un intervento decisamente nascosto negli Usa nel 2016, è un intervento in parte manifesto e in parte nascosto in Francia e in Germania”. Burr è l’uomo che sta indagando sul ‘Russiagate’, cioé sui presunti rapporti tra il presidente Donald Trump e la Russia durante le elezioni americane.

Il problema dell’interferenza russa sulle elezioni francesi era stato sollevato già in febbraio da Emmanuel Macron: Richard Ferrand e Benjamin Griveaux, segretario generale e portavoce di ‘En marche!’, avevano puntato il dito proprio contro Sputnik e Russia Today che avevano pubblicato voci di una presunta omosessualità di Macron. Quest’ultimo aveva liquidato tutto con una battuta: “Sento dire che ho una vita nascosta o non so che. E’ spiacevole per mia moglie Brigitte, e siccome passo giorno e notte con lei, si chiede come faccia”.

Ferrand e Griveaux avevano parlato di “siti internet controllati al 100% dallo Stato Russo e di migliaia di attacchi informatici arrivati proprio dai confini russi”. Secondo Ferrand, Macron è nel mirino perché vuole “un’Europa che avrà un forte peso anche nei confronti della Russia”. Qualche giorno dopo il sito di ‘En Marche!’ era rimasto inaccessibile per 9 minuti a causa, secondo i media francesi, di un attacco informatico russo.

Per il settimanale satirico Canard Enchainé, Macron è entrato nel mirino dei pirati informatici quando a novembre ha ufficializzato la sua candidatura e a gennaio quando i sondaggi ne hanno confermato la spettacolare popolarità.

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