Renzi si sente vincitore: “Dopo non sparate alle spalle”

Pubblicato il 21 aprile 2017 da ansa

ANSA/ANGELO CARCONI

ROMA. – Inizia l’ultima settimana di campagna delle primarie del Pd, essenziale per tutti e tre i candidati per mobilitare tutti i propri possibili sostenitori ai gazebo di domenica 30 aprile. Matteo Renzi, Andrea Orlando e Michele Emiliano hanno sfoderato, negli incontri in giro per l’Italia, i loro consueti argomenti, mentre la novità è un assist involontario a Renzi da parte dell’ex presidente dell’Anm Percamillo Davigo, che lo ha paragonato a Mussolini: un attacco che, secondo i renziani, potrebbe finire per aiutarlo. Il segretario uscente del Pd mostra di sentirsi abbastanza sicuro del successo alle primarie, tanto è vero che ha già invitato ad “abbandonare lo sport di sparare alle spalle del conducente”, cioè del futuro segretario.

Andrea Orlando e i suoi sostenitori hanno invece sottolineato la necessità di una discontinuità nella leadership e nella linea del Pd, sia sui programmi che sulle alleanze. E il ministro della Giustizia ha insistito, finora inutilmente, a chiedere a Renzi un altro confronto Tv sulla Rai, oltre a quello già in programma il 26 aprile. Sandra Zampa, portavoce della mozione Orlando, ha sottolineato che se andranno ai gazebo molte meno persone dei 2 milioni del 2013, il Pd uscirebbe indebolito. Tesi respinta dai renziani e dallo stesso ex Premier il quale ha sottolineato che “le tante iniziative” dei tre candidati in giro per l’Italia sono sufficienti alla mobilitazione.

Quanto a Emiliano, ha nuovamente attaccato Renzi. Scavalcando nei toni M5s, il governatore della Puglia ha accusato il Pd (sottintendendo quello a guida Renzi) di non essersi “mai opposto davvero a mafia e corruzione”, prendendo spunto dalla norma approvata dal Consiglio dei ministri che ha tagliato parte dei poteri dell’Autorità Anticorruzione. Accusa respinta dai renziani che con Andrea Marcucci ricordano come l’Anac sia stata creata dal governo Renzi e che questi ha chiamato Raffaele Cantone.

Sulla stesso tono l’affondo di Davigo: “Gli italiani credono da sempre al pifferaio magico di turno: è stato così con Mussolini, con Berlusconi e ora anche con Renzi” ha detto durante una lectio magistralis a Pisa. Un attacco che tra i sostenitori della mozione Renzi si ritiene che possa addirittura aiutare l’ex premier. Come avveniva a suo tempo per Berlusconi, gli attacchi verbali della magistratura fanno spesso salire la simpatia degli elettori verso la “vittima” di turno.

E probabilmente nei giorni attorno alle primarie potrebbe arrivare in Commissione alla Camera il testo base della legge elettorale, che il relatore Andrea Mazziotti deve presentare. Giovedì il capogruppo in commissione, il renziano Emanuele Fiano ha aperto sulla proposta di legge della mozione Orlando, con collegi uninominali a riparto proporzionale. Fiano ha detto di puntare al premio alla lista mentre la proposta di Orlando lo attribuisce alla coalizione. Un punto dirimente che forse verrà sciolto dopo l’esito delle presidenziali francesi, che influenzeranno i trend elettorali anche in Italia.

(di Giovanni Innamorati/ANSA)

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