La manovra slitta ancora. “E’ quasi una finanziaria”

ROMA. – La manovrina lievita. Cresce ancora. “E’ quasi una finanziaria”, spiega il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan parlando a Washington con i giornalisti che gli chiedono se gli interventi correttivi si sono impantanati. “I ritardi – spiega non nascondendo di essere un po’ contrariato – sono dovuti alla necessità di limare il testo data la complessità del provvedimento”.

Solo qualche giorno fa lui stesso aveva assicurato in Parlamento che il testo sarebbe arrivato il giorno successivo. Invece l’attesa si prolunga anche se – secondo indiscrezioni – la tabella dei saldi allegata al provvedimento non è stata toccata da almeno 11 giorni. Come a dire: piccole modifiche ci sono, ma non si toccano i capisaldi dell’intervento.

Tra le norme oramai stabilizzate c’è anche una nuova rottamazione in arrivo: è quella delle liti tributarie che consente di chiudere i conti in caso di contenzioso con il fisco. Di fatto prende il testimone della rottamazione delle cartelle, che ha chiuso i battenti proprio in queste ore.

Anche in questo caso non si pagheranno sanzioni e interessi, fatta eccezione per 60 giorni di ritardata iscrizione a ruolo: l’importo dovuto riguarda solo la somma originaria contestata, dalla quale vanno tolte anche gli importi già pagati in pendenza di giudizio e quelli eventualmente già versati rottamando le cartelle.

La domanda di ‘definizione agevolata’ va presentata entro il 30 settembre e, sopra i 2.000 euro, è possibile pagare in tre rate: il 40% entro settembre, un altro 40% entro novembre e il rimanente 20% entro il 20 giugno. Ma da subito il contribuente in lite potrà chiedere di fermare la causa – sia questa di primo grado o in cassazione: il blocco, che riguarda anche i termini per ricorrere, varrà fino al 10 ottobre.

Poi per chi ha presentato la domanda e pagato la prima rata si estende fino al 20 giugno. Solo pagando tutto si chiude il conto con il fisco. Per le casse dell’Erario comunque l’impatto sarà sicuramente inferiore alla rottamazione delle cartelle, dalla quale ci si aspettano 7,2 miliardi in 2 anni. Ci si ferma a qualche centinaio di milioni di incasso.

Ma l’effetto – unito a quello di una norma che alza da 20 a 50.000 euro la soglia sotto la quale è possibile attivare una ‘mediazione’ – è quello di ridurre la conflittualità tra fisco e contribuente. Gli ultimi dati, diffusi a marzo, indicano alla fine del 2016 di un totale di 469 mila cause fiscali pendenti, in calo dell’11% ma pur sempre tante.

(di Corrado Chiominto/ANSA)

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