Legge elettorale: Renzi riparte dal sistema tedesco

ANSA/ANGELO CARCONI
ANSA/ANGELO CARCONI

ROMA. – Matteo Renzi, fresco della netta vittoria alla guida del Pd, riparte dalla riforma elettorale e studia una proposta che ricalchi il sistema tedesco, un sistema misto proporzionale-maggioritario, con una soglia di sbarramento al 5%. “Dobbiamo cercare un accordo”, è l’input che il leader dem ha dato ai suoi con l’obiettivo di approvare entro l’estate una riforma elettorale che abbia i numeri in Parlamento, soprattutto al Senato. E il sistema tedesco avrebbe il pregio di strizzare l’occhio a Silvio Berlusconi, da sempre favorevole, e a risolvere il nodo dei capilista bloccati bocciati da M5S.

La commissione Affari Istituzionali si è di nuovo aggiornata in attesa della proposta del Pd. E come previsto, Renzi, tornato in sella al partito, ha preso in mano il dossier per tentare uno sprint anche alla luce del pressing arrivato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il sistema tedesco parte dalla presa d’atto che il Mattarellum non ha i numeri per essere approvato. Il sistema tedesco, invece, potrebbe trovare sponde inedite in Parlamento prevedendo il 50 per cento di collegi uninominali, il 50 per cento di quota proporzionale, una soglia al 5 per cento e nessun premio di maggioranza.

Massimo D’Alema, per dire, è un estimatore di antica data del sistema di Berlino ma alla luce della scissione bisognerà vedere se Mdp sarà favorevole. Anche Silvio Berlusconi è storicamente un fan della legge ma ha due motivi per frenare: non accelerare la fine della legislatura in attesa della sentenza di Strasburgo ed evitare tensioni sia dentro il partito che con gli alleati che spingono per una legge che favorisca le coalizioni.

Ed infatti Giorgia Meloni prende la mira e spara: “Pare che il Pd stia lavorando per portare in Italia il sistema elettorale tedesco. Visto che in Germania da oltre 10 anni ci sono governi di larghe intese è evidente dove voglia andare a parare Renzi…”. Ma è vero che Matteo Salvini ha fretta di andare a votare e potrebbe accettare qualsiasi riforma.

Capitolo a parte è M5S. Luigi Di Maio ha aperto da giorni per la ricerca di un accordo in commissione, partendo dal Legalicum con un premio alla lista per chi supera una soglia intorno al 37 per cento e una soglia di sbarramento al 3 per cento. La proposta alla tedesca sarà valutata dagli esperti ma è vero che la novità accantona i capilista bloccati, da sempre presi di mira dai grillini perchè attribuiscono il potere di scelta più ai capi partito che ai cittadini.

“Nonostante gli errori di destra e sinistra siamo disposti – afferma Alessandro Di Battista – a valutare correttivi di governabilità e limitati interventi sulle soglie di sbarramento per garantire al popolo italiano di esprimersi finalmente con un voto”.

Ma al di là delle opposizioni, Renzi dovrà far quadrare la proposta anche dentro il Pd. Andrea Orlando ha rilanciato il premio alla coalizione con l’obiettivo di ricostruire “un centrosinistra largo” che vada da Pisapia agli ex scissionisti. Il sistema tedesco non prevede premi di maggioranza, motivo per cui se non c’è un vincitore netto le alleanze si devono per forza fare dopo le elezioni. Ma l’ex premier è convinto che, con una campagna sul voto utile contro M5S, il Pd potrà risultare maggioritario del paese.

In ogni caso Renzi ha intenzione di far valere dentro il partito la percentuale quasi bulgara con cui ha vinto le primarie e di mettere ai voti la proposta elettorale in direzione, dove, come anche nell’assemblea, la sua area varrà il 70 per cento dei delegati.

(di Cristina Ferrulli/ANSA)