Unesco contro Israele su Gerusalemme, Italia si oppone

ROMA. – L’Unesco ha approvato a maggioranza la controversa risoluzione presentata da sette paesi arabi su Gerusalemme che ha fatto infuriare Israele. Ma tra i paesi che hanno votato ‘no’, stavolta, c’è anche l’Italia che – come annunciato ad ottobre dopo l’ennesima astensione – ha deciso di prendere posizione contro una mozione giudicata “altamente politicizzata”. Una mossa, quella annunciata dal ministro degli Esteri Angelino Alfano, fortemente apprezzata da Israele, che ha definito la risoluzione “un tentativo vergognoso di negare la verità storica”.

Il voto a Parigi è avvenuto all’indomani dell’annuncio da parte di Hamas di aver modificato parte del suo programma politico, accettando la creazione di uno Stato palestinese entro i confini del 1967 pur continuando a disconoscere Israele, che resta “l’entità sionista”.

Sostenuta dall’Autorità nazionale palestinese e presentata da Algeria, Egitto, Libano, Marocco, Oman, Qatar e Sudan con il fine di tutelare il patrimonio culturale palestinese, per gli israeliani la mozione intitolata ‘Palestina occupata’ nega i legami spirituali tra Israele e la Città Vecchia e rifiuta la sovranità dello Stato ebraico su qualsiasi parte di Gerusalemme.

“Non c’è altro popolo al mondo per il quale Gerusalemme sia così importante e sacra come per gli ebrei, anche se una riunione dell’Unesco cercherà di negare questa verità storica”, ha attaccato Benyamin Netanyahu poco prima del voto. Con il premier israeliano il titolare della Farnesina Alfano ha parlato al telefono per comunicargli la posizione dell’Italia.

“L’Unesco non può diventare la sede di uno scontro ideologico permanente in cui affrontare questioni per le cui soluzioni sono deputate altre sedi”, ha chiarito Alfano, riconoscendo comunque che il testo di quest’anno è migliorato “grazie anche all’azione diplomatica italiana e ad una maggiore flessibilità dei giordano-palestinesi”. Tuttavia resta “altamente politicizzato” per il capo della diplomazia italiana, che ha dato istruzioni al rappresentante dell’Italia presso l’Unesco di respingerlo.

“Un passo importante” perché dimostra come l’Italia non si faccia condizionare da automatismi: “Quando non condivide, vota ‘no’, assumendosene la responsabilità”, ha sottolineato Alfano. Sulla scia dell’Italia altri cinque Paesi hanno votato contro la risoluzione: Gran Bretagna, Germania, Paesi Bassi, Lituania e Grecia.

“In questo caso abbiamo avuto un importante ruolo guida all’interno della comunità internazionale”, ha spiegato ancora il titolare della Farnesina. Alla fine il testo è passato con 22 voti a favore, 10 contrari e 23 astensioni, tra le quali quella della Francia.

La decisione dell’Italia di schierarsi contro la ‘decisione’ su Gerusalemme ha ricevuto l’apprezzamento e la gratitudine di Israele. Netanyahu ha riconosciuto il “ruolo guida” interpretato dal nostro Paese in questa circostanza. Plauso anche dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e da quella parte del mondo politico italiano che a ottobre aveva criticato il governo per essersi astenuto. Per il presidente della Commissione esteri di Montecitorio Fabrizio Cicchitto, il voto italiano “corregge precedenti ambiguità”.

(di Benedetta Guerrera/ANSA)