Mons. Perego, Migrantes: “Fuoco politico su Ong è ipocrita e vergognoso”

ROMA. – “Sempre e in ogni occasione è giusto che la Procura e la magistratura siano vigili e assumano conoscenze sulla situazione attuale nel Mediterraneo, perché i migranti non siano doppiamente vittime. Però il fuoco politico indistintamente sulle nove Ong che operano nel Mediterraneo per salvare le vite umane – di fronte alle morti che sono passate a oltre cinquemila nel 2016 rispetto alle tremila del 2015 – con risorse di fondazioni bancarie e di privati, della società civile, è stato un atto ipocrita e vergognoso”.

Sono dure le parole di monsignor Giancarlo Perego, direttore della fondazione Migrantes della Cei, riguardo alle polemiche politiche di questi giorni contro le organizzazioni non governative che soccorrono i migranti nel Mediterraneo, accusate da più parti di essere in combutta con i trafficanti di esseri umani e gli scafisti.

“Sono troppi coloro che stiamo accogliendo? – chiede Perego, nominato il 15 febbraio scorso da papa Francesco nuovo arcivescovo di Ferrara-Comacchio – Centosettantacinquemila persone se accolte in maniera diffusa negli ottomila comuni italiani, valorizzando percorsi personali di accompagnamento e di integrazione, utilizzando le risorse disponibili per un servizio nuovo e per figure – educatori, mediatori, ecc. – che possono essere utili per creare e favorire dialogo e inserimento sociale sul territorio credo sia un atto intelligente e di responsabilità”.

“Tanto più in un Paese che sta morendo – nel 2016 150 mila morti in più rispetto alle nascite – e che può trovare un suo futuro in percorsi di ‘meticciato’, come più volte ha detto il cardinale di Milano Angelo Scola – come è sempre avvenuto nella storia italiana, questa volta in maniera pacifica”, aggiunge il direttore di Migrantes, che sull’argomento è stato ospite della trasmissione ‘Coffee Break’ su La7.

“E’ chiaro che anche nell’accoglienza diffusa dei migranti l’Europa deve finalmente svegliarsi dal sonno e promuoverla in tutti i e 27 paesi europei”, sottolinea. Per quanto riguarda infine “la situazione drammatica e instabile della Libia”, il direttore di Migrantes fa presente che “l’ha creata l’Europa e le incaute scelte europee non possono essere pagate solo da coloro che oggi sono costretti a mettersi in mare e arrivano da noi, cioè i migranti”.

(di Fausto Gasparroni/ANSA)