Legge elettorale: “Italicum bis” e “tedesco corretto”, i due sistemi in campo

4 marzo data voto

ROMA. – Italicum bis e sistema tedesco corretto: due le ipotesi di legge elettorale sulle quali, per l’intera giornata, si è consumato lo scontro alla Camera. Con il testo base presentato in commissione Affari Costituzionali che, per ora, sembra far pendere la bilancia per la prima soluzione. Ecco i due schemi in sintesi.

ITALICUM BIS. Previsto un premio di maggioranza, oltre che alla Camera anche al Senato, del 40%. Ma con un punto chiave: per ottenere il ‘premio’ ad una lista basta raggiungere la quota prevista in una delle due Camere e non in entrambe. Alla Camera i collegi plurinominali restano 100, al Senato saranno 50, sempre con capilista bloccati e preferenza.

Resta anche a Palazzo Madama – ma su base regionale – la soglia del 3% mentre viene estesa all’intero Parlamento la disciplina per l’equilibrio di genere. Il testo base prevede, infine, la sostituzione del criterio del sorteggio in caso di elezione in più collegi, con la regola per la quale il candidato risulta eletto nel collegio in cui la lista ha ottenuto la percentuale più bassa.

SISTEMA TEDESCO CORRETTO. E’ la proposta ‘cara’ al Pd ispirata sia dal sistema vigente in Germania sia dal Mattarellum. La proposta prevede l’elezione maggioritaria del 50% dei parlamentari (in collegi uninominali, vince chi ha più voti secondo la regola del “”first past the post” ) e quella proporzionale del restante 50% con una soglia di sbarramento del 5%.

Rispetto al sistema tedesco però la proposta Dem è molto meno proporzionale. In Germania la legge elettorale prevede che il Bundestag non abbia un numero fisso di parlamentari ma parte da una soglia di 598. Due i voti previsti sulla scheda. Nel primo (erststimme) si sceglie il candidato. Nel secondo (zweitstimme) si sceglie il partito e la percentuale di voti che, a livello nazionale, quel partito prende determina il numero di seggi che avrà.

Il sistema prevede che i seggi assegnati con il primo voto ai candidati siano scorporati dai seggi assegnati al partito di appartenenza con il proporzionale. Se invece un partito ha un numero di mandati (gli eletti nei collegi uninominali) in eccedenza allora si aumentano i seggi nel Bundestag fino a ‘riempire’ il margine. Oggi la Camera bassa conta infatti 630 membri.

(di Michele Esposito/ANSA)