Renzi intercettato col padre: “E’ una gogna, ma sono sereno”

Pubblicato il 16 maggio 2017 da ansa

L’ex Premier, Matteo Renzi, durante la registrazione del programma condotto da Bruno Vespa ‘Porta a Porta’ in onda su Ra1, Roma, 10 Aprile 2017. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

ROMA. – “Babbo, non puoi dire bugie, devi ricordarti che non è un gioco. Devi dire tutta la verità”. E’ il 2 marzo, le 9.45 del mattino. Matteo Renzi parla con il padre Tiziano, indagato nell’inchiesta Consip. Lo incalza sulla “clamorosa intervista” di Repubblica che svela una cena segreta in una “bettola” con l’imprenditore Alfredo Romeo. Matteo chiede a Tiziano se è vero.

Il colloquio viene intercettato e la trascrizione giunge al giornalista del Fatto Marco Lillo, che due mesi dopo la pubblica. Con l’effetto di riportare in primo piano la vicenda Consip e il dibattito sulle intercettazioni. “La pubblicazione è illegittima”, si indigna Renzi: “E’ una gogna mediatica, chi viola la legge pagherà ma non farò niente” per inasprire la legge. “Umanamente la vicenda mi fa male ma politicamente mi fanno un regalo: dimostrano la mia serietà”.

Il colloquio tra l’ex premier e il padre Tiziano, pubblicato sul Fatto e riportato nel libro di Lillo “Di padre in figlio”, è stato intercettato a marzo dal Noe per conto della procura di Napoli. L’inchiesta Consip è stata poi trasferita alla procura di Roma ma la conversazione è stata ritenuta irrilevante: i pm romani Paolo Ielo e Mario Palazzi, che proprio ora aprono un nuovo filone d’indagine per gli appalti Grandi Stazioni, dicono di non avere neanche le trascrizioni.

E dopo la divulgazione, i magistrati della capitale aprono un fascicolo per violazione del segreto istruttorio. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando, tramite l’ispettorato generale, avvia accertamenti preliminari. Nella telefonata Tiziano assicura di non aver mai cenato con Romeo, mentre dice di non ricordare eventuali incontri al bar.

“Devi ricordare tutto, non è più la questione della Madonnina e del giro di merda di Firenze per Medjugorje”, lo incalza Renzi. “Devi dire la verità in quanto in passato la verità non l’hai detta a Luca” Lotti, aggiunge. “Andrai a processo, ci vorranno tre anni e io lascerò le primarie”, paventa il leader Dem. Che in mattinata – riletta la conversazione – affida a un lungo post la sua versione dei fatti, che ribadisce poi in una diretta Facebook e in una Enews. Mentre il padre Tiziano, incalzato dai cronisti, li allontana bruscamente.

E’ provato, spiega Matteo, perché “c’è stata una caccia all’uomo”: ha subito, racconta, due piccoli interventi al cuore. La divulgazione del colloquio è “una gogna che mostra i rapporti tra alcune redazioni e procure. Qualcuno per questo si è tolto la vita in passato. Umanamente mi spiace perché sono stato duro con mio padre, ho dubitato di lui. Ma da uomo delle istituzioni – scrive Renzi – voglio la verità. Qualcuno sta violando la legge e non siamo noi”.

Il segretario Pd, che preannuncia querele, aggiunge che “politicamente” il Fatto gli fa un “favore” perché dimostra che lui era estraneo alla vicenda. E aggiunge che il tempismo della pubblicazione è sospetto: “Ogni volta che il Pd risale nei sondaggi c’è uno scandaletto”, sottolinea con riferimento anche al caso di Banca Etruria.

Il “favore” politico alimenta battute e sospetti in transatlantico e Francesco Rutelli, citato come amico di Romeo, nello smentire la “falsità” dice di non poter giudicare se il colloquio fosse “mosso dall’ira o studiato a tavolino”. Ma la maggioranza (escluso Mdp, che parla di familismo) e FI esprime solidarietà al leader Dem: “Spero che il Fatto abbia cambiato fornitore di intercettazioni”, dice Matteo Orfini, con riferimento alla falsificazione degli atti di Consip per cui è indagato un capitano dei Carabinieri.

Ma il M5s attacca: “Troppi aspetti opachi, è una cricca”, dicono i capigruppo. Renzi “infanga le istituzioni”, secondo Di Maio. La prossima settimana arriverà in Aula alla Camera per il via libera definitivo la riforma del processo penale, che include una delega al governo – da attuare entro tre mesi – per una stretta sulle intercettazioni, perché non vengano pubblicate quelle irrilevanti.

“Sono 20 anni che c’è il malcostume di pubblicarle – afferma Renzi – è vergognoso ma io lascio al codice deontologico dei giornalisti, non chiedo alcunché”. Nessuna intenzione di “rivalersi” sul piano legislativo: “Non cerco vendette”, assicura il segretario Dem, “voglio la verità”.

(di Serenella Mattera/ANSA)

Ultima ora

23:38Calcio: Udinese in ritiro da lunedì

(ANSA) - UDINE, 23 SET - L'Udinese andrà in ritiro da lunedì. Lo ha deciso la società dopo la sconfitta di questo pomeriggio con la Roma, la quinta in sei gare da inizio campionato. Il ritiro, annunciato in serata dal club con una breve nota, è stato deciso "per preparare al meglio l'importante sfida di sabato prossimo con la Sampdoria". Una partita dal risultato che appare obbligato per i bianconeri, ancora fermi a 3 punti in classifica.

23:30Calcio: Baselli si scusa, ‘troppa voglia derby,ho sbagliato’

(ANSA) - TORINO, 23 SET - "Avevo troppo voglia di derby, tenevo troppo a questa partita. Ho sbagliato". Daniele Baselli commenta così, su Twitter, l'espulsione che ha condizionato la prestazione del Torino, battuto 4-0 dalla Juventus. "Chiedo scusa ai miei compagni, ai nostri tifosi, alla società", aggiunge il giocatore granata, che posta la foto in cui esce dal campo. "Superfluo aggiunge altro. Momento durissimo - scrive il centrocampista -. Mi assumo tutte le responsabilità. Sempre e comunque forza Toro".

23:18Serie A: Juve padrona, demolisce Toro 4-0 e fa suo il derby

(ANSA) - ROMA, 23 SET - Una Juve padrona all'Allianz Stadium fa suo il derby della Mole, cancellando il Torino 4-0. Primo tempo sontuoso degli uomini di Allegri che prima a passano in vantaggio grazie al 9/o gol stagionale di Dybala e poi approfittano di uno sciagurato fallo di Baselli che costa al centrocampista granata il doppio giallo e l'inevitabile espulsione. Era il 25' e da lì la partita è corsa su un unico binario: il raddoppio di Pjanic al 40', il tris firmato da Alex Sandro al 12' st e il sigillo ancora del n.10 argentino allo scadere. Il punteggio sarebbe addirittura potuto essere ancora più severo per i granata, ma i pali, le parate di Sirigu e l'imprecisione degli attaccanti bianconeri hanno limitato i danni. Higuain ha iniziato in panchina per poi entrare negli ultimi dieci minuti. La squadra di Mihajlovic paga caro l'errore di Baselli ma già l'approccio alla gara non era stato dei migliori, sentendo forse troppo il match a cui per la prima volta dopo anni erano arrivata senza i panni dell'eterna sconfitta.

23:04I campioni dell’ Nba non andranno alla Casa Bianca, ‘delusi’

(ANSA) - NEW YORK, 23 SET - L'intera squadra dei Golden State Warriors, campione in carica della Nba, la principale lega professionistica del basket americano, non andrà alla Casa Bianca. In una nota il team si dice "deluso" e difende la sua star Stephen Curry, attaccata dal presidente americano. "Non c'è niente di più americano della possibilità che ogni cittadino possa esprimere liberamente le sue opinioni", si legge. I Warriors annunciano comunque che saranno ugualmente a Washington in febbraio e, invece della programmata visita alla Casa Bianca, troveranno il modo per "celebrare l'uguaglianza, la diversità e l'inclusione. Tutti valori che la nostra organizzazione - si legge ancora - sostiene da sempre".

21:32Minniti a Atreju,applausi e fischi,’ma non sono Crozza’

(ANSA) - ROMA, 23 SET - Il timore lo confessa subito: "mentre venivo qui pensavo: se mi applaudono troppo, significa che mi hanno scambiato per Crozza". Il ministro dell'Interno Marco Minniti esordisce così al dibattito ad Atreju, la festa di Fratelli d'Italia. Alla fine di un vivace confronto durato oltre un'ora, avrà incassato molti applausi ma anche qualche fischio - soprattutto quando liquida il fascismo - da parte di una platea con diversi nostalgici del Ventennio. Minniti strizza l'occhio al pubblico di Atreju quando ricorda che da sottosegretario alla presidenza del Consiglio gli fu assegnata la stanza con la scrivania di Mussolini e, da sottosegretario alla Difesa, quella di Balbo. Rivendica i risultati ottenuti sul fronte dell'immigrazione illegale, la direttiva sugli sgomberi che "concilia il principio di legalità con quello di umanità" e l'eliminazione del grado di appello nei ricorsi contro il diniego dello status di rifugiato: "sono ministro da 9 mesi, perché queste cose non le hanno fatte i governi di centrodestra?".

21:26Calcio: Sarri “Non ci sentiamo l’antagonista della Juventus”

(ANSA) - ROMA, 23 SET - "La Spal ha fatto un'ottima partita e abbiamo giocato su un terreno indegno per questa categoria. E per una squadra come la nostra essere costretti a fare sempre un tocco in più il problema si accentua". E' l'unico neo che Maurizio Sarri vede nella vittoria del Napoli a Ferrara. Parlando a Premium, il tecnico azzurro innanzitutto "la grande partita degli avversari. Abbiamo dovuto fare un secondo tempo di buon livello per vincere. Se la Spal è giocherà così per tutto l'anno, questo sarà un campo difficile". Nessuna novità sulle condizioni di Milik: "Domani farà un controllo e avremo le idee più chiare. Non è comunque il ginocchio che si è infortunato l'anno scorso", chiarisce Sarri che non si sente l'antagonista principale della Juventus: "Non ci sentiamo l'anti-Juve, siamo una squadra che sta facendo tanti punti e siamo migliorati rispetto agli scorsi anni: siamo più capaci di sopportare gli eventi negativi delle gare. Abbiamo fatto un buon inizio, questo ci dà fiducia per continuare a lavorare".

21:12Premier: Liverpool corsaro a Leicester, vetta a -5

(ANSA) - ROMA, 23 SET - Vittoria sofferta e 'pesante' del Liverpool al Leicester Stadium. E' finita 3-2 per la squadra di Jurgen Klopp che deve ringraziare Jamie Vardy che ha sbagliato il rigore del possibile pari a 17' minuti dal termine. Reds avanti 2-0 grazie alle reti di Salah (15') e Coutinho (23') prima del risveglio della squadra di casa con Okazaki (48' pt). Nella ripresa Herserson (68') porta a tre le reti degli ospiti ma Vardy un minuto dopo (69') riporta sotto le Foxes. Decisivo, come detto, l'errore dal dischetto dell'attaccante che al 73' spara sui guantoni di Mignolet la palla del possibile pareggio. In classifica il Liverpool sale a 11 punti, cinque in meno delle capoliste City e United (16) e due in meno del Chelsea (13).

Archivio Ultima ora