Messico: Valdez, il martire del giornalismo anti-narcos

Pubblicato il 16 maggio 2017 da ansa

CITTA’ DEL MESSICO. – L’esecuzione di Javier Valdez Cardenas, uno dei più noti giornalisti specializzati sulle narcobande ucciso in pieno giorno da un gruppo di sicari a Culiacan, capitale dello Stato di Sinaloa, ha scosso l’opinione pubblica in Messico, dove ormai il lavoro di cronista è diventato fra i più pericolosi che esistano.

Valdez, 50 anni, è il sesto giornalista ucciso nel paese dall’inizio dell’anno, ma non era un giornalista qualsiasi. Fondatore e direttore della rivista Riodoce, era anche corrispondente da Sinaloa del quotidiano nazionale Jornada e dell’agenzia francese Afp, nonché autore di vari libri sul fenomeno del narcotraffico e la criminalità organizzata nel suo paese.

“Dove lavoro io, a Culiacan, è pericoloso essere vivi e cercare di fare giornalismo, perché bisogna camminare lungo una linea invisibile che è stata tracciata dai cattivi – che si trovano nelle bande dedite al narcotraffico e al governo – in un campo seminato di mine esplosive”, aveva spiegato Valdez ricevendo il Press Freedom Award del Comitato per la Protezione dei Giornalisti (Cpj), nel 2011.

I suoi libri si concentrano sulla dimensione sociale e famigliare del narcotraffico: ‘Miss Narco’, sul ruolo delle donne nelle bande criminali; ‘Levantones’, sui sequestri e i desaparecidos nelle guerre fra gruppi rivali; e la sua ultima inchiesta, ‘Orfani del narco’, dedicata ai familiari delle vittime della guerra contro i padroni della droga.

La sua uccisione – è stato colpito dalle pallottole dei sicari mentre si recava alla redazione di Riodoce, in pieno centro di Culiacan – ha provocato indignazione in Messico, anzitutto fra i suoi colleghi giornalisti. “L’assassinio di Javier ci conferma che in questo paese la vita di un giornalista non ha nessun valore per il potere. Dei giornalisti si può sempre fare a meno: o sono una fonte di guai da zittire con i soldi o sono un disturbo del quale ci si può disfare facilmente, ma comunque non hanno diritto a nessuna protezione”, ha scritto Esteban Illades, direttore della rivista Nexos.

L’associazione di giornalisti dello stato di Sinaloa ha convocato una marcia silenziosa in omaggio a Valdez a Culiacan.

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