La protesta in Venezuela: morti, saccheggi e tanta violenza

CARACAS – Il numero dei decessi, a causa della libertà con cui agiscono gli agenti della Polizia e della Guardia Nazionale quando si tratta di reprimere le manifestazioni indette dal Tavolo dell’Unità Democratica, cresce a un ritmo preoccupante. E, a conseguenza della violenza, cresce parallelamente la rabbia e il malessere.
E’ morto dopo aver ricevuto un colpo di arma da fuoco, sembra sparato da una Guardia Nazionale, Diego Arrellano, 31 anni, biologo esperto di rettili che lavorava nella Facoltá di Farmacia dell’Università Centrale del Venezuela.
Stando a una prima ricostruzione dei fatti, Arrellano sarebbe stato inseguito e raggiunto da una Guardia Nazionale che poi gli avrebbe sparato al petto. Trasportato d’urgenza alla vicina Clinica El Retiro, nella cittadina di San Antonio di Los Altos, a causa della sua critica situazione i medici, in un estremo tentativo per salvarlo, decidevano di operarlo, ma inutilmente.
La morte di Arrellano ha avuto l’effetto incendiario, infatti, le proteste sono proseguite durante tutta la giornata. Non sono mancati saccheggi e conati di saccheggi a San Antonio di Los Altos

Anche nello Stato Tachira la protesta ha raggiunto livelli tali da provocare la paralisi quasi totale della vita economica e commerciale. A San Cristobal, la capitale, i negozi e le industrie hanno paralizzato le attivitá ed anche la stragrande maggioranza del trasporto pubblico si è fermato. Anche così non sono mancati i saccheggi di alcuni generi alimentari e supermarket.
In protesta per la morte del giovane Luis Alviarez i “tachirenses” hanno incendiato motociclette della polizia e tre piccole sedi della Polizia.
Sebbene a Caracas la situazione pare sia ancora controllata con autorità dalle forze dell’Ordine, nella provincia, specialmente negli Stati andini, sembra fuori controllo e il paese sempre più vicino al baratro.