Venezuela, “Plan Zamora nivel 2” per reprimere le proteste

Padrino López, ministro della Difesa.

CARACAS – Cresce il malessere ed esplode la protesta accompagnati dalla violenta repressione delle forze dell’Ordine. Sebbene in Caracas la situazione si mantiene in tensa e relativa calma, lo stesso non si può dire della provincia. Appena alle porte della capitale, nei Comuni di Los Salias, Carrizal e altre comunità di San Antonio di Los Altos da giorni ormai la popolazione si è appropriato della piazza. Inutile l’intervento autoritario della Guardia Nazionale, che impiega mezzi blindati per aprirsi spazio e sparare granate lacrimogeni. Anche a Barinas l’intervento delle forze dell’Ordine è stato particolarmente pesante per evitare, e non sempre ci sono riuscite, i saccheggi dei piccoli generi alimentari e negozi. Nello Zulia la protesta è repressa sul nascere dalla Guardia Nazionale e così anche a Merida. Insomma, da sud a nord, da est a ovest, in Venezuela le proteste, i cortei e i lanci di gas lacrimogeni sono diventati parte della quotidianità..

Nello Stato Tachira  c’è chi parla addirittura di “guerra civile”. La popolazione si è riversata in strada per protestare e alle granate lacrimogene e ai pallettoni di plastico delle forze dell’Ordine risponde con molotov e pietre obbligando Guardia Nazionale e Polizia Nazionale ad arretrare, nonostante l’impiego dei mezzi blindati. Il commercio, così come il trasporto pubblico, è paralizzato. E di nuovo la violenza ha fatto le sue vittime. Nel Settore Sabanetas, a San Cristobal, un adolescente di appena 15 anni, José Francisco Guerrero sarebbe stato colpito da un proiettile sparato, sembra, da una Guardia Nazionale. Operato d’urgenza è deceduto mentre i medici tentavano l’impossibile per salvargli la vita. Manuel Castellanos, invece, avrebbe ricevuto un colpo di Fal, fucile in dotazione nelle Forze Armate. Castellanos, di 30 anni, era estraneo alle manifestazioni e tornava a casa soddisfatto perchè era riuscito ad acquistare un pacchetto di pannolini per il figlio.

E, proprio per arginare la protesta che sembra fuori controllo, il ministro della Difesa, Padrino López, ha deciso di rinforzare la presenza dell’Esercito con almeno duemila soldati e circa 600 “forze speciali”.

– Abbiamo deciso su ordine del presidente della Repubblica – ha detto il ministro – di innalzare il livello del “Plan Zamora”, nel rispetto della Costituzione e dei diritti umanI.

Non si scarta che, limitatamente allo Stato Tachira, possano decretarsi “leggi speciali” e restringere le libertá costituzionali. I provvedimenti sarebbero giustificati dai saccheggi e la violenza.

Il Generale Padrino López ha commentato che le Forze Armate hanno sempre agito nel rispetto della Costituzione e ha smentito categorico che abbiano usato armi da fuoco

– Non ci sará una guerra civile – ha detto.

Ma è evidente che oggi ci sono tutti gli ingredienti per l’incremento della violenza; incremento che nessuno si auspica nè desidera.

Nei giorni scorsi, il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha esteso per altri due mesi il decreto di “stato di eccezione ed emergenza economica” che gli permette di restringere le garanzie costituzionali “per preservare l’ordine interno” nel paese. Il testo del decreto stabilisce che l’esecutivo può adottare “le misure urgenti, eccezionali e necessarie per assicurare che la popolazione disponga pienamente dei suoi diritti” e “preservare l’ordine interno, l’accesso opportuno a beni, servizi, alimenti, medicine ed altri prodotti”.

E’ la settima volta consecutiva che Maduro estende i poteri speciali promulgati nel gennaio del 2016, senza l’autorizzazione del Parlamento, in mano all’opposizione dopo la dura sconfitta del chavismo nelle elezioni politiche del mese precedente.

Secondo Jesus Ollarves, docente alla facoltà di legge dell’Università Centrale, il nuovo decreto di Maduro è solo “un inganno per sospendere le garanzie costituzionali, cercare di camuffare la repressione e giustificare gli eccessi e le violazioni dei diritti umani” durante le proteste antigovernative che si susseguono da più di u

 

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